LA COLLEZIONE PRIMAVERA/ESTATE MAISON MARGIELA TRA DECADENZA DEI TEMPI E DESIDERIO DI MODERAZIONE

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La moda come  ricerca della bellezza attraverso la  sensibilità e capacità di  approfondire la visione  della realtà,è l’ espressione di arte che ci  offre più spesso punti di riflessione interessanti e nuove prospettive sul mondo che si vive. E proprio osservando i cicli storici e la decadenza che ricorre ciclicamente nel corso dei secoli, dopo aver studiato l’idea di glamour nella millennial age, la collezione Artisanal primavera/estate 2019 inaugura una nuova fase di ricerca per Maison Margiela.

Osservando l’eccesso e l’artificio generato dal mondo digitale, il direttore creativo John Galliano si avventura in una nuova era di decadenza. La sovra-stimolazione provocata dalle immagini generate al computer altera la realtà e degenera la verità. Caotica e inquietante, una confusione dei sensi radicata in una sovra-saturazione inevitabilmente strabordante.

Per le generazioni nate attorno al millennio, è la malaise de la fin du siècle. Rivoluzione: desiderio di cambiamento. Maison Margiela racconta la decadenza del nostro tempo e s’interroga: puo’ l’eccesso portare ad un nuovo desiderio di moderazione?

Una passerella a specchio che riflette le immagini che decorano il soffitto della sede al 163 rue Saint-Maur, un motivo a sequenza che si ritrova nello jacquard e nella stampa su duchesse di satin presenti nella collezione. Il motivo, che include un barboncino blu Klein – una classica rappresentazione della realtà alterata – è composto da texture e forme computerizzate interamente inventate.

Il mare di immagini è come un fumogeno che confonde reale e irreale. Applicando il linguaggio Artisanal stabilito da John Galliano, la collezione introduce il decadent cutting (taglio decadente). Il décortiqué, tecnica distintiva di Maison Margiela, viene esasperato per alterare la realtà degli abiti. Utilizzando l’idea del reverse dressing (vestirsi all’inverso), un cappotto da uomo é tagliato come gonna e indossato come cappa, cambiando la proprietà della struttura. Modificare cio’ che é naturale, è li’ che la decadenza prende piede.

Le combinaisons – look tutto in uno, assolutamente genderless – introducono un nuovo volume astruso. Jacquard all’inverso, con i fili lasciati come usciti dal telaio, poi tagliati per una maggiore astrazione. Un pantalone dalla cucitura interna incompleta, migra sulla parte superiore del corpo e diventa un top, offrendo una nuova verità. La manica di una giacca é tagliata piatta su duchesse di satin nero, sollevata e poi finita con satin rosso accesso, visibile solo con un movimento tridimensionale.  Attraverso l’idea del gioco di ombre, i contorni dei baveri sono tagliati da una combinaison in feltro nero e rovesciati tridimensionalmente verso l’alto creando l’illusione di una giacca, il vuoto del cut-out riempito da duchesse di seta con la stampa del motivo a sequenza, secondo la tecnica del filtrage. Nel corso della sfilata, i dettagli dei singoli capi svaniscono finché di essi rimane solo il ricordo (the memory of): silhouette piu’ snelle, colori piu’ sbiaditi, in cerca di una nuova purezza.

Introducendo il decadent cutting, la collezione prende forma attraverso la decostruzione di capi classici e la loro migrazione lungo il corpo. Attraverso tagli, cappotti maschili trasformati in abiti, le parti inferiori di trench diventano shorts o cappe, gonne e pantaloni trasformati in top.  In altre manifestazini di decadent cutting – ugualmente traendo ispirazione dal gioco di ombre di Maison Margiela – un capo è evocato all’interno di un altro. Le forme del bavero di un cappotto possono essere tagliate da singoli pezzi di tessuto e ricostruite in forme tridimensionali, riempiendone i vuoti con tessuti a contrasto per ottenere un effetto filtrage. Capi le cui maniche sono state tagliate su un unico tessuto piatto e cucite ad un altro tessuto a contrasto, sono distinguibili solo se in movimento. Ricami floreali richiamano la tridimensionalità del motivo a sequenza. Mentre la collezione parte dal tema del glamour esplorato nelle ultime stagioni, il vocabolario Artisanal stabilito da John Galliano rimane: tecniche come décortiqué, inconscious glamour, reverse dressing, dressing in haste, anonymity of the lining, nomadic cutting, memory of sono parte intrinseca della collezione.

In linea con la filosofia non conformista di genere della maison, ogni look Artisanal è stato creato senza distinzioni di genere.

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