È DANIELE BASSO IL MAIN ARTIST DEL TEATRO DEL SILENZIO 2019 DI ANDREA BOCELLI

È il monumentale uomo alato Gabriel di Daniele Basso che si staglierà sul palcoscenico del Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli a Lajatico.

Quattordici metri d’altezza, 350 facce d’acciaio specchiante, 597 spigoli, 207 metri lineari di saldatura, sono i numeri impressionanti che caratterizzano l’opera – interamente realizzata a mano in collaborazione con Laseryacht – che celebra il valore universale della libertà: “Siamo liberi di scegliere e volare oltre ogni limite” dichiara Basso.
Ali di Libertà è infatti il titolo del nuovo spettacolo di Andrea Bocelli, con la direzione artistica di Alberto Bartalini, la regia di Luca Tommassini, l’organizzazione e produzione di CitySound&Events.

L’evento musicale è noto nel panorama italiano e internazionale – numerose le celebrities attese ogni anno nel parterre – per il suo format innovativo immerso tra arte e natura, che unisce la musica classica e pop, con contaminazioni tra danza, teatro e arti visive.Sulle sponde del piccolo lago che fa da sfondo alle esibizioni, l’opera di Daniele Basso diventa simbolo e scenografia del concerto.

L’imponente scultura installata sul palco sarà il punto di approdo di un percorso espositivointeramente dedicato a Daniele Basso – intitolato “In volo”, con la regia di Alberto Bartalini e la curatela di Matteo Graniti, che rientra nel programma della rassegna “ArtiInsolite 2019” – che si snoda dall’8 luglio al 15 settembre 2019 tra la piazza Vittorio Veneto e le sale del Palazzo Comunale di Lajatico e culmina sul celebre palcoscenico del Teatro del Silenzio.

Le opere che Daniele Basso ha pensato per l’occasione – circa sedici, in acciaio e bronzo, di piccole, medie e grandissime dimensioni – regalano un’esperienza di elevazione spirituale attraverso l’arte, offrendo al visitatore molteplici spunti di riflessione nell’auspicio di stimolare in lui un’identità individuale e collettiva sempre più consapevole.

In un crescendo di tensione, le sculture dell’artista biellese mettono al centro la dimensione spirituale dell’uomo e accompagnano il visitatore attraverso tre stadi di coscienza sempre più elevati. Da un punto di vista formale, si ritrovano alcuni punti fermi della sua ricerca: le superfici specchianti, che rendono tutti protagonisti dell’opera e del suo messaggio, e le pieghe, espressione fisica del cambiamento, unica vera costante della vita, metafora della complessità della realtà.

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