È Soshi Otsuki a vincere il premio LVMH 2025

Il LVMH Prize 2025 ha incoronato Soshi Otsuki come suo vincitore. Originario di Chiba ma con base a Tokyo, il giovane designer ha studiato menswear al Bunka Fashion College e ha fondato il suo brand omonimo nel 2015, focalizzandosi sull’abbigliamento maschile e sugli elementi chiave della tradizione giapponese. La sua estetica si ispira alla moda dei salarymen degli anni ’80, i tipici impiegati d’ufficio: i suoi abiti sartoriali mescolano elementi del Made in Italy con forme tipiche asiatiche, come le tasche con fodera simile al kimono. Il brand si colloca nel segmento lusso: secondo una stima, il prezzo medio di un capo è intorno ai 550 €, con una gamma ampia che copre diverse categorie di prodotto, dalle felpe alle t-shirt, dai cardigan alle giacche, dai pantaloni a una ristretta selezione di gioielli.

   

Grazie a LVMH e a questo nuovo traguardo, Otsuki, scelto tra oltre 2.300 candidati, riceverà un anno di mentoring con gli esperti del gruppo LVMH, che lo affiancheranno su ambiti tra cui sostenibilità, comunicazione, tutela legale, marketing e gestione aziendale, oltre a un premio di ben 400.000 €, che investirà, come ha dichiarato, nell’ampliamento del suo team e, probabilmente, nella realizzazione di una sua manifattura. La giuria internazionale, composta da figure del calibro di Sarah Burton, Stella McCartney e Jonathan Anderson tra gli altri, ha esaltato la precisione della sua sartoria, la qualità dei materiali e lo spirito creativo che caratterizza le sue collezioni. Il tutto nella splendida cornice della Fondation Louis Vuitton.

Tuttavia, non è la prima volta che Soshi Otsuki emerge durante concorsi di moda. Infatti, è stato finalista al LVMH Prize 2016 con la sua seconda collezione, e ha vinto il Tokyo New Designer Award (Professional Category) nel 2019 e il Tokyo Fashion Award 2024, riconoscimento che gli ha aperto le porte di uno showroom parigino.

Tra gli altri riconoscimenti di questa edizione del LVMH Prize, troviamo Steve O Smith, che si è aggiudicato il Karl Lagerfeld Prize, con 200.000 € e un anno di mentorship, e Torishéju Dumi, per il Savoir-Faire Prize, che riceverà la stessa ricompensa e supporto formativo.

 

 

 

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.