Il beauty come nuova frontiera del lusso

Il settore della bellezza è diventato il nuovo terreno di espansione per l’industria del lusso. Negli ultimi dieci anni, i marchi fondati dalle celebrity hanno innescato una rivoluzione: Fenty Beauty di Rihanna ha ridefinito il concetto di inclusività, Rare Beauty di Selena Gomez ha conquistato una generazione intera con la sua idea di autenticità, mentre Haus Labs di Lady Gaga ha introdotto un approccio sperimentale e visionario. Quello che sembrava un fenomeno effimero legato allo star system si è trasformato in un comparto multimiliardario, capace di dettare mode globali e riscrivere le regole del desiderio.

Ma se il capitolo “celebrity brand” appare ormai consolidato, il 2026 potrebbe aprire una nuova fase: quella delle grandi maison del lusso che, pur avendo un’identità fortissima, non hanno ancora sviluppato un universo beauty strutturato. Alcuni colossi hanno già fatto la loro mossa – Hermès con il make-up, Prada in partnership con L’Oréal, Valentino con una linea inclusiva e sperimentale, Gucci con collezioni divenute iconiche – ma molti nomi restano in attesa, alimentando curiosità e speculazioni.

Tra i marchi più osservati c’è Bottega Veneta: dopo la chiusura della licenza sulle fragranze nel 2021, la maison ha consolidato la propria forza nel ready-to-wear e negli accessori. Un rientro nel beauty, magari attraverso una proposta di make-up essenziale e sofisticata, sarebbe il proseguimento naturale della visione estetica firmata da Matthieu Blazy.

Lo stesso vale per Jacquemus, che ha costruito un impero su storytelling personale ed estetica solare, immediata e profondamente legata ai social. Un debutto nel beauty potrebbe tradursi in una collezione fresca, pop e accessibile, perfetta per il pubblico giovane che già lo segue con devozione.

All’estremo opposto dello spettro, The Row rappresenta l’essenza del “quiet luxury”. Mary-Kate e Ashley Olsen hanno trasformato il loro brand in un lifestyle totale: non sorprenderebbe vederle esplorare il beauty attraverso una linea skincare minimale, rigorosa e senza tempo, in continuità con la loro estetica discreta.

Anche Céline figura tra i nomi più citati. La maison guidata da Hedi Slimane ha già firmato Céline Haute Parfumerie, ma un’estensione al make-up – con un approccio grafico, essenziale e dal taglio rock – sarebbe perfettamente in linea con la cifra stilistica del designer.

Infine, Brunello Cucinelli, custode del concetto di “lusso gentile”. Un suo possibile ingresso nel beauty, orientato a skincare e benessere olistico, rafforzerebbe i valori cardine del brand: autenticità, armonia con la natura e ricerca della qualità.

Per le maison, il beauty non rappresenta solo un mercato aggiuntivo, ma un codice culturale e strategico: significa ampliare la propria accessibilità, creare un contatto diretto con una community globale e, soprattutto, raccontare la propria identità oltre l’abito o l’accessorio.

Se il 2025 è stato l’anno della consacrazione dei marchi delle celebrity, il 2026 rischia di essere ricordato come il momento in cui il lusso “si specchia” in sé stesso, trasformando il beauty in un nuovo campo di conquista.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.