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di Paolo Landi

 

Paola Marzotto torna protagonista, tra arte, introspezione e impegno ambientale, con una nuova tappa della sua ricerca fotografica: a inizio 2026, l’Acquario Civico di Milano ospiterà una selezione di immagini tratte dal suo ultimo recente viaggio in Antartide, nei paesaggi estremi del pianeta e nella fragilità del nostro tempo. Per la fotografa e scrittrice veneta, nata a Portogruaro e cresciuta tra Roma e Milano, si tratta di un ritorno simbolico nella città dove vive una parte dell’anno, alternandosi con Punta de l’Este.

Figlia di Marta e di Umberto Marzotto, Paola ha attraversato la vita con passo trasversale e cosmopolita. Dopo gli studi in antropologia a Roma, si è mossa tra giornalismo, moda e televisione, prima di fondare la Eye-V Gallery, un collettivo internazionale dedicato alla fotografia artistica della natura (ne fanno parte, oltre a lei, Vicky Aguirre, Marcelo Bailat, Alix Born, Manuela Cacciaguerra, Nicola Costantino, Alejandro Iglesias, Betta Gancia, Emanuela Gardner, Uberto Gasche, Ricardo Labougle, Fernando Manso, Silvana Muscio, Natalia Novaro, Lorenzo Poli, Jasmine Rossi, Betina Samaja, Cassio Vasconcellos, Marshall Vernet). Il suo sguardo ha trovato la piena maturità nell’incontro con la natura incontaminata delle distese bianche dell’Antartide, dove ha realizzato una delle sue opere più intense, la mostra itinerante Antarctica Melting Beauty, già esposta alla Biennale di Venezia e in varie capitali internazionali. È un racconto lirico e documentario insieme: lastre di ghiaccio che si frantumano, distese di luce liquida, orizzonti che sembrano respirare. Marzotto fotografa il cambiamento climatico senza retorica, trasformando la minaccia in linguaggio visivo, la denuncia in bellezza. “Il viaggio in cerca della propria anima termina qui, dove lo spazio e la luce coincidono“, ha scritto, “dove la fine del mondo incontra la fine del pianeta. Che cosa aspettiamo?“. Le sue immagini, dal forte valore estetico e simbolico, sono diventate anche stampe d’arte a tiratura limitata, dove la materia del ghiaccio si fonde con la pittura della luce.
Accanto alla fotografia, Paola Marzotto ha trovato nella scrittura un altro modo per indagare le complicazioni della psiche e dell’animo umano. Il suo recente romanzo, Narciso perverso. Amore fatale (Vallecchi, 2025), è una riflessione intensa e a tratti dolorosa sul tema del narcisismo nelle relazioni affettive e sentimentali. Un racconto che si muove tra introspezione e analisi psicologica, dove l’amore diventa specchio, illusione, campo di battaglia. “Quando l’amore è vittima del narcisismo, questo prevale sul sentimento e diventa un tango, che si balla in due, ma tra vittima e carnefice“, dice l’autrice. Non è un libro autobiografico, piuttosto un racconto attraversato da una verità personale che lo rende vivo, sincero, necessario.
Come nelle sue fotografie, anche qui l’immagine del ghiaccio ritorna: metafora di un mondo interiore fragile e minacciato, che può sciogliersi o cristallizzarsi, ma mai restare immobile.
Dietro l’artista c’è una donna che ha scelto di spostarsi lontano dai riflettori, pur essendovi stata esposta fin da bambina. Nel salotto della casa di sua madre Marta passavano Warhol, Guttuso, Scorsese; il pittore siciliano fu per lei “un secondo padre”. Ma se Marta rappresentava la vitalità mondana, Paola cercava silenzio, misura, osservazione. “Eravamo come sorelle” ha ricordato, a sottolineare l’intensità di un legame complesso, alimentato soprattutto dalle differenze.
Negli anni Paola Marzotto ha trasformato quel retaggio in libertà. La libertà di cambiare linguaggio, di abbandonare il lusso per la ricerca delle piccole cose, di scoprire nella contemplazione della natura la forma più alta di introspezione. I ghiacci che fotografa sono paesaggi dell’anima, superfici che riflettono ciò che rischiamo di perdere: equilibrio, bellezza, armonia.
Il suo impegno ambientalista non è slogan ma urgenza morale: “Non possiamo continuare a pensare che la natura ci appartenga“, ha detto più volte, “siamo noi ad appartenere a lei“.
La mostra di Milano all’Acquario Civico, che inaugurerà a inizio marzo 2026, offrirà un nuovo capitolo di questa ricerca, con scatti inediti realizzati in Antartide: un dialogo tra scienza e immagine, nella purezza degli ultimi iceberg.
Artista appartata e cosmopolita, Paola Marzotto è oggi una delle voci più originali della fotografia naturalista europea. La sua opera nasce da un gesto semplice ma radicale: fermarsi, guardare, ascoltare. In un’epoca di rumore e velocità, il suo sguardo restituisce silenzio e profondità, ricordandoci che la vera bellezza non è evasione, ma responsabilità.