Chanel porta l’alta moda tra i binari di New York

La metropolitana di New York è il luogo dove si riflette l’intera umanità: turisti, persone che corrono a lavoro, studenti, tutti in costante movimento. Ma può essere anche una passerella, e l’ha voluto dimostrare Chanel, scegliendola come set per la sfilata della sua collezione Métiers d’art 2026, che segna il debutto di Matthieu Blazy come Direttore Artistico per questa collezione.

“La metropolitana di New York appartiene a tutti. La usano studenti e innovatori, uomini di Stato e adolescenti. È un luogo pieno di incontri enigmatici e meravigliosi, uno scontro di archetipi pop, dove ognuno ha una meta e ciascuno è unico in ciò che indossa. Come nei film, sono gli eroi delle proprie storie”, ha affermato il designer.

Per lo show, la Maison ha monopolizzato la stazione di Bowery per presentare il suo film corale, una sfilata degli archetipi che animano la Grande Mela: socialite e supereroi, giovani e anziani, lavoratrici e showgirl, signore eleganti e persino figure ispirate a Coco. Tutto ha avuto inizio con una modella dal look casual e disinvolto, con addosso pullover beige, jeans, borsa a spalla e un paio di slingback dalla classica punta nera, che scende le scale della metro e viene raggiunta dal treno, dal quale escono tutte le partecipanti di questo fantastico spettacolo, ognuna con un proprio stile, ma tutte con la stessa attitude: è decisamente sicura di sè la donna Chanel.

Alti tacchi e stivali, pezzi in denim, colorate fantasie, capi in pelle nera e marrone, stampe animalier, voluminose piume e i classici tweed hanno avuto grande spazio tra gli outfit scelti da Blazy per quest’ultima collezione. Particolarmente interessanti, le mini bag a forma di ghianda, un accessorio gioiello più che una borsa!

Tra gli ospiti della first row, Tilda Swinton, Sofia Coppola, Margaret Qualley, A$AP Rocky, Linda Evangelista e Kristen Stewart, che ha catturato l’attenzione con un look punk e androgino. Tra i volti in passerella, invece, non è passato inosservato quello di Mona Tougaard e Vittoria Ceretti, semplicemente favolosa in un tubino total black a bretelline e con scollo a V, accompagnato da un cappotto beige appeso alla maestosa borsa indossata a spalla. Tacchi piumosi neri e orecchini dorati hanno completato il suo look, essenziale ma pur sempre elegante. Molto approvata anche la sua acconciatura: frangetta corta frastagliata e capelli sul retro raccolti in un banana bun, un’allure che ricorda molto quello di Audrey Hepburn.

La collezione prende spunto dai soggiorni di Gabrielle Chanel a New York nel 1931, durante i viaggi verso Hollywood. Fu Samuel Goldwyn a stimolare il legame tra moda e cinema, ma fu nel cuore di New York che Chanel ritrovò fiducia nel carattere universale e democratico del suo stile. Poco prima di rientrare a Parigi, scoprì come i newyorkesi avessero fatto propria la sua moda, trasformandola in celebrazione pop. Vide in questo adattamento la forma più sincera di omaggio. Tornò in Europa rinnovata, uno dei motivi per cui la Grande Mela rimane un capitolo fondamentale della sua storia.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.