Gianni Versace in mostra nella sua Terra Mater

Dal 19 dicembre al 16 aprile 2026, il genio creativo di Gianni Versace ritorna simbolicamente nella sua città natale con la mostra Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute, un percorso che intreccia moda, archeologia e identità mediterranea. L’esposizione è ospitata presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, città in cui lo stilista nacque il 2 dicembre 1946. Sua madre, Francesca Olandese, dirigeva un atelier, ed è proprio tra quelle stoffe e quei modelli che il giovane stilista iniziò a coltivare la sua vocazione. La città natale non rappresentò soltanto il punto di partenza della sua vita, ma divenne il terreno fertile che plasmò il suo immaginario: i reperti della Magna Grecia, l’eredità classica e le atmosfere mediterranee si intrecciarono con la sua sensibilità, fornendo le radici di uno stile destinato a imporsi come inconfondibile e universale.

Il percorso espositivo mette in relazione abiti, accessori, arredi, bozzetti e immagini firmati Versace con reperti provenienti da siti archeologici calabresi. Materiali, forme e iconografie si sovrappongono, mostrando come il linguaggio del designer abbia saputo reinterpretare la tradizione classica con uno sguardo moderno e glamour. Le sezioni tematiche – La Città Madre, Visioni del Sud, Codice Versace – accompagnano il visitatore in un viaggio che fonde mito, immaginario collettivo e contemporaneità.

La mostra, promossa dalla senatrice e cugina dello stilista Giusy Versace, è anche un omaggio a quasi trent’anni dalla sua scomparsa. “Reggio è il regno dove è cominciata la favola della mia vita”, ricordava Gianni, evocando la sartoria di famiglia e le prime letture dei classici greci e latini. Il Museo Archeologico Nazionale, custode dei Bronzi di Riace e delle memorie della Magna Grecia, diventa così il luogo ideale per questo ritorno a casa.

Al centro della Piazza Orsi, una grande scultura lignea della serie Paraphrase Project di Marcos Marin accoglie i visitatori con un ritratto OpArt del sarto, attraversato dalla luce. Il percorso si arricchisce di installazioni, interventi performativi, talk, proiezioni e happening serali, trasformando il museo in un laboratorio vivo di confronto tra tradizione e innovazione. Tra i materiali esposti figurano anche bozzetti dedicati al balletto, testimonianza delle collaborazioni con Maurice Béjart, John Cox e Roland Petit, insieme ai contributi dei suoi storici collaboratori Bruno Gianesi e Manuela Brambatti.

La mostra si avvale di preziose collezioni private: quella di Antonio Caravano, che raccoglie abiti, accessori, gioielli e arredi della Home Collection, e quella di Franco Jacassi, con un repertorio unico di bottoni e materiali d’archivio. Le fotografie di Roberto Orlandi raccontano il Versace protagonista degli anni ’90, tra copertine, collaborazioni e ritratti intimi, restituendo un’immagine complessa e sorprendente.

Il Roots Tribute non è solo esposizione, ma anche piattaforma educativa: conferenze, workshop e attività didattiche coinvolgeranno scuole, università e istituti culturali, rafforzando il ruolo del Museo come luogo di incontro tra passato e futuro. Il catalogo ufficiale della mostra, Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute, offrirà una lettura approfondita del percorso e delle sue connessioni con il patrimonio calabrese.

La mostra rientra in un progetto internazionale il cui percorso conta già ben dodici esposizioni: oltre a questa in allestimento aReggio Calabria, quella in corso a Londra, Malaga, le tre edizioni di One Night with GianniPalazzo Biscari di Catania, quella di Poznań (Polonia), Berlino (Germania), Borås (Svezia), Singen (Germania), Groningen (Olanda) e Catania, accompagnate da eventi, incontri e performance che nasce a Napoli nel 2017, un omaggio alla visione di Gianni Versace della moda, dell’arte.

Un ritorno simbolico, un tributo alle radici e alla Terra Mater. La mostra racconta non solo l’estetica di Gianni Versace, ma la nascita di un linguaggio che ha contribuito a definire il Made in Italy, trasformando la moda in narrazione culturale e identitaria.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.