Nel periodo natalizio, Monte-Carlo assume una veste ancora più romantica e fiabesca. Il grande albero di Place du Casino, le file di luci tra le Maison di alta moda e gioielleria, la giostra nel cuore dei Jardins des Boulingrins e le maestose sfere davanti al celebre Casinò creano un’atmosfera unica.
Abbiamo approfittato di questa cornice giocosa e conviviale per provare il celebre Café de Paris, uno dei ristoranti più antichi e frequentati di Monte-Carlo. Una vera istituzione per i fortunati abitanti del Principato e per il Gruppo Monte-Carlo Société des Bains de Mer.

Inaugurato nel gennaio 1868 con il nome Café Divan, nacque come una sorta di drogheria ante litteram. Costruito di fronte al celebrissimo Hôtel de Paris, offriva diversi servizi: bar, ristorante, sala da biliardo, chiosco di tabacchi e sigari, profumeria e gioielleria. La denominazione Café de Paris arrivò nel 1882, quando fu completamente ricostruito. Quindici anni dopo, sotto la guida dell’architetto Henri Schmit, assunse l’estetica che conosciamo oggi: la struttura fu arretrata di qualche metro per aprire meglio la piazza e le pareti furono ornate da fregi decorativi in ceramica verde e blu, richiamando i motivi della facciata del Casinò.

Il Café de Paris Monte-Carlo nel 1902
Nuove ristrutturazioni si susseguirono nel 1927, in stile Art Déco con fregi bizantini e rosoni; negli anni ’60, con l’introduzione di una pista da bowling, una discoteca, uno scacchiere sospeso al soffitto e le prime slot machine elettriche; nel 1987, con un ritorno allo stile Art Nouveau; e, infine, nel nuovo millennio. Concepito come una Brasserie, dopo la riapertura del 2023, il Café de Paris Monte-Carlo si estende su due livelli. Al piano terra domina la scena un monumentale lampadario, circondato da vini e distillati proposti dal bar e dal bistrot. Al primo piano, tavoli, divani e poltrone accolgono gli ospiti in un clima chic ed esclusivo, sia nella sala con cucina a vista, sia sull’ampia terrazza affacciata sulla piazza più celebre del Principato.

Il Café de Paris Monte-Carlo nel 1928
Dal novembre 2023, la cucina è guidata da Victor Marion, rappresentante della nuova generazione di chef monegaschi che reinterpretano le istituzioni storiche con sensibilità contemporanea. I suoi piatti, pensati per un pubblico internazionale, mantengono un forte legame con l’identità locale e con la convivialità tipica delle grandi brasserie. Il menu spazia dalla carne al pesce, dai classici antipasti della tradizione locale ai primi di pasta internazionali, fino a un’ampia selezione di dessert. Le celebri crêpe Suzette, flambate con salsa al Grand Marnier, nacquero proprio qui per caso: a metà degli anni 1890, il Principe di Galles, futuro re Edoardo VII, assistette alla preparazione del dolce da parte del giovane cameriere Henri Charpentier. Una padella prese accidentalmente fuoco e, incantato dallo spettacolo, il principe propose di battezzare la ricetta con il nome della dama che lo accompagnava, Suzette.

Nessun piatto risulta banale: ogni proposta è elaborata e unisce sapori di provenienze differenti. Noi abbiamo avuto il piacere di provare una versione speciale della Croque Monsieur, con tartufo, pastrami di tacchino e crema al Comté, reinterpretata in chiave chic e monegasca. Il salmone arrosto, con zucca infusa allo zenzero e salsa al cocco servita al tavolo, è una delizia pura anche solo ad ammirarlo: tre gusti lontani che si amalgamano perfettamente, presentati in modo impeccabile. Le mezze lune con crema di gorgonzola, radicchio e noci sono un primo inatteso a Monte-Carlo ma eseguito con maestria e cura del dettaglio. Infine, le già citate crêpe Suzette preparate flambé davanti a noi e il tortino al cioccolato con cuore caldo sotto una sfera di gelato, accompagnati da due ottimi caffè, hanno concluso il pranzo con eleganza e soddisfazione.





