Nella serata di ieri, negli spazi di Deodato Arte in via Nerino 1 a Milano, è stata inaugurata una collaborazione inedita tra la Maison belga Delvaux, icona dell’Haute Maroquinerie, e la galleria internazionale specializzata in Pop, Street e Urban Art. L’iniziativa, intitolata first date, segna l’avvio di un programma culturale che esplora i ponti tra arte e moda, celebrando l’incontro tra creatività contemporanea e tradizione artigianale.

L’evento di apertura ha visto protagonista l’artista francese Maxime Siau, che ha realizzato una live performance personalizzando una delle borse più iconiche di Delvaux, circondato da una selezione di modelli storici e must-have della Maison che vi saranno esposti fino al 15 dicembre. Il lavoro di Siau, che indaga le relazioni tra urbano e classico, ha offerto una metafora visiva della nuova partnership, rafforzando i legami culturali di Delvaux con l’Italia e in particolare con Milano.

Delvaux, fondata a Bruxelles nel 1829 da Charles Delvaux e considerata la più antica Maison di alta pelletteria al mondo, ha sempre coltivato un dialogo con le arti. Oggi è considerata la “Hermès belga”, celebre per borse iconiche come la Brillant e per il suo legame con la Corte Reale del Belgio. Tra le collaborazioni più significative si ricordano il rapporto con il Museo Magritte di Bruxelles e il sostegno ai Musée Royaux des Beaux-Arts de Belgique per il restauro del monumentale affresco di Saul Steinberg, The Americans. La nuova sinergia con Deodato Arte si inserisce in questa tradizione, con l’obiettivo di proporre nei prossimi mesi eventi unici nelle boutique italiane di Delvaux e negli spazi della galleria.

In Italia, Delvaux è presente con una boutique a Milano, in via Bagutta, e una a Roma, in piazza di San Lorenzo in Lucina. La collaborazione tra Delvaux e Deodato Arte rappresenta dunque, da un lato una maggiore affermazione del brand nel nostro Bel Paese, dall’altro un incontro tra due eccellenze: da un lato la maestria artigianale e il savoir-faire di oltre due secoli della Maison belga, dall’altro la visione contemporanea e internazionale della galleria milanese. Un “primo appuntamento” che promette di aprire nuove prospettive nel dialogo tra moda e arte, con Milano ancora una volta protagonista di un progetto culturale di respiro globale.





