Chi l’avrebbe detto che Balenciaga avrebbe lanciato una capsule con NBA e Manolo Blahnik?

Balenciaga inaugura il 2026 con un doppio colpo strategico che racconta, più di qualsiasi manifesto, la direzione culturale della maison: da un lato il dialogo con Manolo Blahnik, dall’altro l’alleanza con NBA. Tre mondi apparentemente distanti che, letti insieme, definiscono un’unica traiettoria: creare qualcosa di unico, rivolgersi alle nuove generazioni, unire estetiche opposte per sperimentare.

La collaborazione con NBA, un marchio ormai più che una lega americana di basket, è stata appena annunciata dal direttore creativo Pierpaolo Piccioli. La capsule si presenta come genderless, trasversale e costruita su materiali iconici come pelle, nylon satin, popeline rigenerativo e denim giapponese. T-shirt, tracksuit, varsity e coach jacket sono reinterpretate secondo i codici Balenciaga, con volumi controllati e un’attenzione quasi architettonica alla costruzione. Il numero 10 compare come segno identitario: un richiamo diretto allo storico indirizzo della maison in avenue George V, simbolo di continuità e radici. La palette spazia dall’electric blue al rosso intenso passando per il bianco, com l’obiettivo di riprendere i colori del logo NBA del 1969, integrandoli con il nero, colore chiave per l’estetica di Balenciaga. I loghi della lega dialogano con la tipografia della maison in un co‑branding immediato, che unisce appartenenza sportiva e linguaggio fashion.

Nella stessa logica progettuale si inserisce la collezione sviluppata con la famosa maison londinese di calzature per il prossimo autunno, che comprende tre modelli: una mule, una slingback con tacco da 50 mm e una con tacco da 105 mm. La seta satinata, foderata nell’iconico grigio Balenciaga, sottolinea la volontà di mantenere il focus sulla purezza del disegno. Ogni silhouette è il risultato della fusione di modelli d’archivio Blahnik, selezionati e rielaborati secondo una grammatica couture che privilegia l’anatomia del piede e la continuità delle linee. I ricami di cristalli, applicati sul vamp basso, non cercano l’effetto scenico: sono un riferimento colto al gusto gioiello di Blahnik e ai bijoux creati da Cristóbal Balenciaga negli anni Sessanta. Il lusso, qui, è un dettaglio controllato, una leggerezza visiva che evita ogni eccesso.

Letti insieme, i due progetti rivelano una strategia coerente: Balenciaga utilizza le collaborazioni come strumenti di costruzione identitaria, non come operazioni di visibilità. Dall’alta calzatura couture al guardaroba sportivo, il filo conduttore resta la centralità del corpo, la funzione come estetica, la forma come contenuto. Le capsule sono disponibili in una selezione di boutique Balenciaga e sull’e-commerce ufficiale. In un panorama in cui il lusso cerca nuove narrazioni e unisce il proprio nome a quello dei marchi più svariati e improbabili, Balenciaga sceglie la via più complessa: costruire cultura, non solo collezioni.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.