Villa La Pausa è il set della campagna SS26 di Chanel

Sulle colline dorate della Riviera francese, sorge una villa che appartiene a una delle più grandi leggende della moda. La Pausa, rifugio mediterraneo di Gabrielle Chanel, torna oggi al centro della scena grazie alla nuova campagna CHANEL SS26, la prima firmata dal direttore creativo Matthieu Blazy. Non un semplice ritorno, ma un gesto simbolico: un viaggio alle radici emotive della Maison, là dove l’estetica di Chanel si è formata e dove la creatività di Mademoiselle ha trovato alcuni dei suoi momenti più luminosi.

Posizionata sulla collina di Roquebrune‑Cap‑Martin, Villa La Pausa prende il nome dalla cappella di Notre Dame de La Pausa, situata nelle vicinanze. Costruita nel 1928, si tratta dell’unica casa interamente immaginata da Coco: un manifesto architettonico della sua indipendenza, del suo successo e della sua visione rivoluzionaria. Negli anni in cui la Costa Azzurra era l’epicentro dell’arte moderna e della scena sociale internazionale, la villa divenne per Coco molto più di una dimora: fu un rifugio, una parentesi di libertà lontana dalla frenesia parigina. Dopo un meticoloso restauro coordinato dall’architetto Peter Marino, la dimora ha riaperto come residenza privata e luogo di creazione culturale, dedicato all’ispirazione, alla formazione e alla continuità dell’impegno di Chanel per le arti.

La Pausa fu un’amata seconda casa per la stilista, dove visse alcuni dei suoi momenti più felici: giocava a tennis, ballava, riceveva amici e artisti, coltivando uno stile di vita libero dai rigidi protocolli dell’inizio del XX secolo. La villa divenne anche una delle prime residenze artistiche d’avanguardia. Tra i suoi ospiti più illustri figurava Salvador Dalí, che nel 1938 vi trascorse quattro mesi di straordinaria produttività, creando alcuni dei suoi dipinti più iconici. Questa energia creativa, sospesa tra elegante relax e libertà intellettuale, è la stessa che Matthieu Blazy ha voluto evocare nella sua prima campagna per la Maison.

Affidata allo sguardo poetico del fotografo Alec Soth, la campagna SS26 trasforma ogni angolo della villa in un palcoscenico naturale. Le modelle Bhavitha Mandava, Loli Bahia, Aditsa Berzeniia, Marta Freccia e altri volti della passerella parigina non posano perché vivono gli spazi, li abitano, li interpretano. Gli stessi spazi in cui l’iconica Coco è stata fotografata, amata, vissuta. Scendono le scale di pietra, si arrampicano sugli ulivi secolari, attraversano la scalinata dei cactus e la camera privata di Chanel. La luce naturale filtra dalle persiane in legno, disegna ombre morbide, accarezza le silhouette dei capi. È un’estetica che rifiuta l’artificio e abbraccia la spontaneità, in perfetta continuità con lo spirito di Gabrielle.

Come afferma la Maison, “Tutto è stato immaginato per giocare, sovrapporre e inventare. Per comporre il proprio linguaggio”. Ed è proprio questo linguaggio, intimo, libero, profondamente autentico, che Blazy porta al centro della sua visione. Perché il vero lusso, come insegnava Gabrielle, non invecchia mai. Si trasforma, evolve, ma conserva sempre quella grazia silenziosa che lo rende immortale.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.