Cinque mostre in Italia da non perdere questo febbraio

Dalle grandi retrospettive ai dialoghi tra antico e contemporaneo, il panorama espositivo italiano di queste settimane offre un viaggio ricchissimo tra linguaggi, visioni e città. I grandi capoluoghi diventano il teatro di mostre che rileggono i maestri del Novecento, esplorano il potere sociale dell’arte, riscoprono il mito classico e accendono la scena contemporanea con installazioni luminose e percorsi immersivi. Un itinerario che attraversa musei, palazzi storici e spazi indipendenti, restituendo l’immagine di un Paese in cui la cultura continua a essere un motore vivo e sorprendente.

 

A Milano, fino al 29 maggio 2026, è possibile visitare la mostra “Kounellis | Warhol. La messa in scena della tragedia umana: la classicità di Jannis Kounellis e il pop di Andy Warhol” presso la Galleria Fumagalli, in via Bonaventura Cavalieri 6. La mostra dedicata al dialogo tra Jannis Kounellis e Andy Warhol riunisce due maestri apparentemente inconciliabili: l’uno immerso nel peso della materia, l’altro nell’abbaglio dell’immagine. Lo scopo è rivelarne sorprendenti radici comuni. Un percorso che indaga la nozione di “icona” oltre ogni abuso contemporaneo, tra la liturgia laica dei materiali poveri di Kounellis e la spiritualità nascosta dietro i simboli del consumo di Warhol. Ad accompagnare l’esposizione, un’importante pubblicazione con contributi critici di studiosi e curatori internazionali e un ricco apparato fotografico, che approfondisce la complessità di due visioni artistiche capaci di trasformare il quotidiano in un terreno di bellezza tragica e universale.

A Bologna, all’interno di Palazzo Boncompagni, la mostra “Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte” ripercorre oltre sessant’anni di ricerca del maestro, mettendo al centro Cittadellarte come laboratorio sociale e modello di trasformazione collettiva. L’esposizione è visitabile da domani fino al 3 giugno 2026, e racconta l’evoluzione del progetto nato nel 1994 fino allo Statodellarte, visione civica che intreccia creatività, responsabilità e convivenza. Cuore simbolico del percorso è il ritorno del Tavolo Love Difference, attorno al quale si sviluppa un ricco public program dedicato ai temi più urgenti del presente. Tra materiali d’archivio, opere storiche e il simbolo del Terzo Paradiso, la mostra si configura come un dispositivo attivo capace di generare dialogo e ribadire il ruolo dell’arte come forza etica e sociale.

A Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia presenta “Edward Weston. La materia delle forme”, la grande retrospettiva organizzata con Fundación Mapfre che, dopo Madrid e Barcellona, approda per la prima volta in Italia. Dal 12 febbraio al 2 giugno 2026, 171 fotografie ripercorrono oltre quarant’anni di attività di Edward Weston (1886–1958), maestro della fotografia moderna nordamericana e figura chiave nella definizione della straight photography. Curata da Sérgio Mah, la mostra segue l’evoluzione dell’artista dalle prime prove pittorialiste alla fondazione del Group f/64, mettendo in luce il suo contributo alla nascita di un linguaggio fotografico autonomo, essenziale e rigoroso. Nature morte, nudi, paesaggi e ritratti realizzati con la fotocamera a grande formato rivelano la sua ricerca sulla forma, sulla luce e sulla materia, elementi che hanno reso iconiche le sue immagini e influenzato generazioni di fotografi. L’esposizione è accompagnata da un catalogo Dario Cimorelli Editore e da un articolato programma di attività dedicate all’educazione all’immagine.

A Roma, per la prima volta il Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini ospita una mostra temporanea, dedicata al dialogo tra le creazioni della Maison Cartier e le sculture antiche della storica collezione Albani. “Cartier e il mito” unisce gioielli della maison a marmi classici e reperti archeologici per raccontare come, dalla metà dell’Ottocento a oggi, Cartier abbia reinterpretato l’immaginario dell’antica Grecia e di Roma trasformandolo in un linguaggio contemporaneo. Il percorso ripercorre l’evoluzione del gusto e approfondisce tecniche e processi di lavorazione con richiami all’oreficeria romana. Le divinità del mito, da Afrodite a Dioniso, diventano il contrappunto ideale ai gioielli esposti, mentre l’allestimento si apre con una scenografica scalinata firmata da Dante Ferretti e si completa con installazioni olfattive e pietre dure provenienti dagli atelier Cartier, per un’esperienza immersiva che intreccia arte antica, creatività contemporanea e storia del marchio.

A Napoli, il Riserva Rooftop ospita fino al 26 febbraio “Amore e pop art”, la mostra di Marco Lodola che inaugura la seconda edizione della rassegna “Vernissage – sensi in mostra”, format che unisce arte contemporanea e fine dining. L’esposizione presenta trenta opere luminose del maestro della nuova figurazione italiana, celebre per le sue sagome in plexiglass dai colori vibranti e per un immaginario pop che intreccia cinema, musica e icone della cultura di massa. Durante le serate della rassegna, artisti, curatori e chef guidano il pubblico in un percorso multisensoriale che mette in dialogo opere e gastronomia. L’esposizione è ideata da Sasi Maresca, Roberto Bianco e Ivan Morra, e promossa da Galleria Morra Arte Studio, Arte Focus e Riserva Rooftop.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.