Alberta Ferretti inaugura la Dubai Fashion Week 2026

Alberta Ferretti ha inaugurato l’edizione 2026 della Dubai Fashion Week, confermando la crescente centralità della città come piattaforma internazionale e luogo in cui il lusso sta ridisegnando le proprie geografie. Lontano dall’Emilia-Romagna e dalle passerelle milanesi che hanno scandito la storia del marchio, la maison ha presentato al Dubai Design District la collezione Autunno-Inverno 2026/27, firmata da Lorenzo Serafini, alla sua terza prova come direttore creativo. Anche Zegna, lo scorso giugno, aveva scelto Dubai per la sua prima sfilata negli Emirati.

La scelta della città non è casuale: negli ultimi anni questa Fashion Week, nata dalla collaborazione tra il Dubai Design District e l’Arab Fashion Council, si è trasformata in un crocevia tra Europa, Medio Oriente e Asia, attirando maison globali e talenti emergenti. Presentare qui la nuova collezione significava non solo aprire la stagione delle sfilate femminili, ma anche consolidare la presenza del brand in un’area destinata a superare i 30 miliardi di euro di valore entro il 2030, con una crescita più rapida rispetto a Europa, Nord America e Asia.

Per Serafini, che conosce intimamente l’universo Ferretti dopo dieci anni alla guida di Philosophy, questa sfilata rappresenta un ulteriore passo nella definizione del nuovo linguaggio della maison. Il designer ha portato in passerella oltre trenta silhouette, costruite con un equilibrio calibrato tra rigore e poesia. L’apertura è affidata a look desiderabili e immediati: un completo doppiopetto stretto in vita, una blusa dal sapore vittoriano, una gonna fluida e stivali in pelle arricciati; una giacca in pelle morbida abbinata a pantaloni ampi color oliva; lunghi cappotti scolpiti, un trench nero in similpelle, abiti monocolore drappeggiati che conferiscono potenza e presenza. È una femminilità moderna, decisa, che non rinuncia alla struttura ma la ammorbidisce con fluidità e movimento. Una donna sicura di sé nella sua eleganza e professionalità.

Accanto alla forza, però, Serafini lascia spazio al sogno. Le sue giovani donne diventano principesse contemporanee, avvolte in abiti che giocano con veli, volumi e lunghi strascichi, o in lavorazioni che evocano piumaggi e lanugini impalpabili. La palette vira verso toni gioiello e si apre a sfumature chiarissime di lilla e pesca, in un dialogo naturale con la sensibilità estetica del Medio Oriente, senza mai scadere nella ricerca di un effetto “ad hoc”. “Credo che non ci si rivolga più a una donna di un’età specifica, ma a una donna che vuole piacere a se stessa”, racconta il designer.

In un momento in cui il settore del lusso affronta un rallentamento globale e la pressione finanziaria pesa anche sulla casa madre Aeffe, Serafini rivendica con forza la centralità della creatività. “Gli armadi sono già pieni di abiti; bisogna dare una ragione per acquistare. E per me, l’unica ragione è la creatività. Bisogna essere più creativi che mai”. Una dichiarazione che suona come un manifesto, soprattutto in un contesto in cui molte maison sono chiamate a bilanciare visione artistica e pragmatismo.

Il pubblico di Dubai accoglie la collezione con entusiasmo, confermando l’interesse crescente della regione per una moda che unisce identità, leggerezza e sensualità contemporanea. Per Alberta Ferretti, che qui aveva aperto il suo primo store oltre quindici anni fa, la sfilata rappresenta un ritorno strategico e simbolico, un modo per riaffermare la propria presenza in un mercato in piena espansione.

Dopo l’apertura firmata Ferretti, la Dubai Fashion Week prosegue con tre giorni dedicati a una moda plurale, in cui l’Oriente dialoga con l’Occidente. In calendario compaiono nomi come il francese Weinsanto, con la sua teatralità sovversiva, l’indiano Manish Malhotra, maestro di un’opulenza couture contemporanea, e talenti regionali come Mrs Keepa, sempre più presenti nei concept store internazionali. È un ecosistema dinamico, che riflette l’ambizione di Dubai di diventare non solo una vetrina, ma un vero laboratorio creativo globale.

In questo scenario, la sfilata di Alberta Ferretti non è solo un evento inaugurale: è un segnale. È la conferma che la maison, guidata da un Serafini ispirato e determinato, sta scrivendo un nuovo capitolo fatto di coraggio, identità e creatività, mentre Dubai consolida il proprio ruolo come una delle nuove capitali della moda internazionale.

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