Per la prima volta in 50 anni di storia, Armani sceglie casa del fondatore per girare una campagna moda. Vittoria Ceretti e Clément Chabernaud vivono gli ambienti della dimora milanese al civico 21 di via Borgonuovo come fosse la loro, con armonia e naturalezza, con disinvoltura, ricoperti da scintillanti e splendidi abiti da cerimonia. Un’atmosfera raffinata e luminosa pervade il cortometraggio diretto da Oliver Hadlee Pearch, regista e fotografo britannico, la cui formazione nel filmmaking influenza fortemente la sua fotografia, che mantiene una qualità tattile, viva, quasi multisensoriale. In sottofondo, la voce di Giorgio Armani racconta le sensazioni che ha voluto trasmettere attraverso il progetto di questa casa.
“Quando ho pensato alla mia casa, ho cercato di farla vivere della stessa eleganza essenziale di Milano. Perché tutto ciò chè è predisposto in modo inamovibile, perfetto, indiscutibile, mi dà la fastidiosa sensazione di qualche cosa di troppo indefinitivo. Penso sempre di aggiungere qualche cosa, togliere qualche cosa, soprattutto togliere qualche cosa. La società cambia e devono cambiare i miei vestiti”, recita Re Giorgio.

La campagna primavera/estate 2026 trova sede in una residenza ancora oggi abitata da Leo Dell’Orco, situata nello stesso palazzo che ospita le sfilate del marchio, un archivio vivente. Ogni ambiente racconta qualcosa: gli interni sobri ed eleganti, il giardino raccolto, gli oggetti personali, i pezzi di design, le sculture animalesche, le opere d’arte che punteggiano le stanze, fino ai ritratti di Armani firmati da Andy Warhol e Francesco Clemente. Oliver Hadlee Pearch interpreta questo luogo con la sua sensibilità cinematografica, capace di catturare la vita che scorre negli spazi senza forzarla. Le sue immagini mantengono una qualità spontanea, quasi diaristica, pur restando fedeli all’eleganza misurata della maison.

Ambientare le campagne di moda in dimore private sembra essere il nuovo trend del lusso. Non per ultimo, il caso di Chanel, che ha scelto Villa La Pausa, rifugio mediterraneo di Gabrielle Chanel in Costa Azzurra, per scattare le foto dell’ultima collezione di Matthieu Blazy. Un omaggio ai geni della moda, un modo per ricordare il loro lavoro passato. E, sulla base di esso, costruire il futuro.





