JW Anderson disegna i costumi per l’Opera di Philadelphia

Per la prima volta, JW Anderson ha realizzato i costumi per un’opera teatrale, e lo fa in occasione della prima mondiale all’Opera di Philadelphia di Complications in Sue. Il personaggio principale è l’icona del cabaret Justin Vivian Bond, che grazie a questo spettacolo debutta come protagonista in una produzione lirica.

Complications in Sue è un esperimento teatrale radicale: un librettista, un attore, quattro cantanti e dieci compositori uniscono le forze per dare vita a un’opera costruita come una sequenza di vignette, ognuna ambientata in un decennio diverso. Il libretto è firmato da Michael R. Jackson, autore di A Strange Loop, vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award, qui al suo debutto nel mondo dell’opera. Jackson immagina la vita di Sue come un mosaico di episodi brevi, intensi, ciascuno della durata massima di otto minuti, musicati da artisti diversi. La regia è affidata a Zack Winokur e Raja Feather Kelly, mentre la direttrice d’orchestra Caren Levine debutta sul podio di Opera Philadelphia.

La presenza di JW Anderson nel progetto non è casuale: nata nel 1963 a Hagerstown, Maryland, Justin Vivian Bond è da anni musa, modella e voce creativa di Anderson. Insieme hanno costruito un linguaggio estetico condiviso, fatto di campagne, video, performance e momenti culturali che esplorano identità, fluidità e teatralità. Per Complications in Sue, Anderson ha creato una serie di costumi che accompagnano Bond nel viaggio attraverso i decenni della vita del personaggio: dalla nascita all’infanzia, dall’età adulta alla vecchiaia, fino alla morte. Ogni look diventa un tassello narrativo, un segno visivo che amplifica la trasformazione di Sue e ne racconta l’evoluzione emotiva. Bond è considerata una delle voci più influenti della cultura queer americana, motivo per il quale nel 2012 ha ricevuto il prestigioso titolo di Genius Grant della MacArthur Foundation, riconoscimento assegnato a figure che innovano radicalmente il proprio campo.

Con Complications in Sue mi sto spingendo verso una forma che ho sempre ammirato come spettatore“, ha dichiarato Michael R. Jackson. “L’opera offre una scala emotiva e sonora unica. Raccontare la vita di una donna dalla nascita alla morte è diventato un processo profondamente collaborativo, che ora prende pienamente forma grazie a questo straordinario gruppo di artisti”.

La struttura dell’opera permette al pubblico di assistere alla vita di Sue come a un album di ricordi che prende forma sul palcoscenico. Ogni scena è un frammento autonomo, ma insieme compongono un ritratto complesso, intimo e universale. Il quotidiano e lo straordinario si intrecciano, mentre la musica cambia volto a ogni vignetta, creando un’esperienza dinamica e multisfaccettata. I costumi di Anderson, indossati da Bond, diventano un filo conduttore visivo che attraversa epoche, stili e stati d’animo.

Con Complications in Sue, Opera Philadelphia conferma la sua vocazione alla sperimentazione e alla creazione di nuovi linguaggi scenici. L’incontro tra la scrittura di Michael R. Jackson, la presenza magnetica di Justin Vivian Bond e la visione estetica di JW Anderson dà vita a un’opera che sfida i confini tradizionali dell’opera lirica, trasformandola in un’esperienza contemporanea, fluida e profondamente umana.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.