Fino al 28 febbraio, Portrait Milano ospita The Beyond Performance Exhibit, un’installazione immersiva che invita il pubblico a ripercorrere la storia di Moncler dalle sue radici alpine fino alla sua visione contemporanea, fatta di performance, tecnicità e design. Un racconto tridimensionale che celebra le vette, le sfide e le trasformazioni che hanno definito l’identità del brand nel mondo dello sci, dello snowboard e dell’outdoor.
Il lussuoso hotel 5 stelle al civico 11 di Corso Venezia trasforma il suo cortile in un paesaggio alpino, un bosco verdeggiante, un’oasi sospesa dove il rumore della città viene messo in pausa; un sentiero che richiama la nascita di Moncler nel 1952 a Monestier-de-Clermont, sulle Alpi francesi vicino a Grenoble. Tra alberi rigogliosi e suoni ovattati, i visitatori vengono guidati attraverso tre percorsi tematici, ognuno dedicato a un capitolo fondamentale della storia e della filosofia Moncler Grenoble.
Il primo percorso è un omaggio alle radici del marchio: videoproiezioni immersive ricreano l’atmosfera delle grandi spedizioni alpine, come la spedizione italiana sul K2 del 1954, supportata da Moncler, momento fondativo nella storia dell’alpinismo e di Moncler. Accanto alle immagini, una selezione di oggetti storici, quali sacchi a pelo, giacche a vento, i primi piumini creati con Lionel Terray, testimoniano l’evoluzione del brand dalle attrezzature per lavoratori ad alta quota all’equipaggiamento tecnico per le imprese più ardite. Al centro della scena, la giacca Karakorum, icona assoluta nata per la spedizione del ’54, simbolo di performance e stile senza tempo.
Il secondo percorso celebra l’anima sportiva di Moncler Grenoble. Tra immagini di montagne innevate e una nevicata scenografica, prende forma la storia del brand sulle piste da sci. L’uniforme realizzata per la Squadra Olimpica francese del 1968 dialoga con la tuta da gara creata per il Team Brasile in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, un ponte diretto tra passato e futuro. Dagli archivi emergono pezzi rari e sorprendenti: una creazione anni Ottanta firmata Chantal Thomass e un piumino Paninaro del 1990 autografato da Alberto Tomba, testimonianze di come Moncler abbia attraversato epoche e culture mantenendo intatta la propria identità.
Il terzo percorso è un salto concettuale verso il presente e oltre: una passerella specchiata, luminosa, quasi abbagliante, crea un’illusione ottica che diventa metafora di infiniti orizzonti. È lo spazio che racconta la trasformazione guidata da Remo Ruffini dal 2003 e l’affermazione di Moncler Grenoble come riferimento globale per eccellenza tecnica e design. Qui si ritrovano i momenti più emblematici delle collezioni del brand: dalla New York Fashion Week del 2010 alla foresta incantata di St. Moritz, dalle passerelle in quota dell’altiporto di Courchevel fino all’anteprima esclusiva della collezione Autunno/Inverno 2026 ad Aspen. Un percorso che mostra come Moncler continui a reinventarsi, rimanendo fedele alla propria vocazione di innovazione. La mostra include anche pezzi provenienti dall’archivio personale di Dapper Dylan, cui il brand esprime la propria gratitudine.
La visita è prenotabile su thebeyondperformanceexhibit.com.








