Con MaisonMargiela/folders, la maison belga compie un gesto radicale: apre il proprio immaginario, i propri codici e persino i propri strumenti di lavoro, trasformando l’archivio in un territorio vivo, accessibile, in continua espansione. Non si tratta di una semplice operazione di heritage, ma di un progetto culturale che unisce memoria, artigianalità e sperimentazione digitale, portando il pubblico dentro il processo creativo di una delle maison più enigmatiche del fashion system.

Il debutto ufficiale avverrà il 1° aprile 2026 a Shanghai, con la sfilata Autunno‑Inverno 2026 durante la Shanghai Fashion Week, ma folders è già un ecosistema aperto: una piattaforma Dropbox consultabile globalmente, dove immagini, documenti, timeline, comunicati, timeline e materiali vari vengono resi pubblici per la prima volta. Le cartelle interne della maison, quelle realmente utilizzate dal team aziendale per lavorare, vengono rese usufruibili da appassionati e studiosi.
Il progetto si articola attraverso quattro mostre, ognuna dedicata a un codice fondante della maison. Quattro città, quattro capitoli, quattro prospettive per leggere l’identità Margiela, ma un’unica nazione. Il marchio ha scelto la Cina per ospitare tutte le esposizioni di folders perché oggi rappresenta il mercato più dinamico e culturalmente ricettivo del lusso, un territorio strategico per il gruppo OTB e perfettamente allineato alla nuova visione globale di Glenn Martens. Le quattro città selezionate rappresentano pubblici e identità diverse, ideali per rispecchiare i quattro codici della maison, mentre l’ecosistema digitale e phygital cinese offre il contesto ideale per un progetto che vive tra archivio, esperienza e community. Rendere le mostre gratuite in un mercato così competitivo diventa infine un gesto politico: Margiela non vende prodotti, ma cultura, e sceglie di farlo nel luogo dove questa cultura può generare la risonanza più ampia e contemporanea.
La prima, Artisanal, avrà sede a Shanghai dal 2 al 6 aprile, e vedrà protagonista la linea couture: riciclo, ricomposizione, tecniche manuali che sfidano la logica industriale mostrano la costruzione dei capi e la materia prima dell’universo Margiela. Subito dopo, dal 7 al 12 aprile, Anonymity approderà a Pechino per svelare le maschere, simbolo dell’occultamento e della libertà creativa, capaci di divenire oggetto di studio. La mostra ripercorre la storia dell’anonimato come linguaggio: un modo per spostare l’attenzione dal volto all’idea, dal designer alla creazione. L’esposizione Tabi si svolgerà a Chengdu dal 9 al 13 aprile, e si focalizzerà sull’iconica scarpa con la punta divisa, oramai oggetto di culto globale, raccontata attraverso la comunità che la colleziona. Infine, ci sarà Bianchetto, a Shenzhen: per soli due giorni, 11 e 12 aprile, la tecnica della sovraverniciatura bianca, uno dei gesti più poetici della maison, diventa esperienza immersiva.
“Questa primavera in Cina, il nostro team di Maison Margiela presenterà un’espressione dei nostri codici attraverso creatività senza compromessi, comunità e scoperta. A partire dal nostro show Autunno Inverno 2026 del 1° aprile, quattro codici fondamentali saranno messi al centro di una serie di mostre ed esperienze immersive in tutta la Cina, concepite attraverso l’esplorazione di materiali d’archivio fisici e digitali. Siete invitati a seguire lo sviluppo di Maison Margiela / Folders, mentre le cartelle di progetto interne vengono rese accessibili a tutti. A partire da oggi, saranno caricati nuovi file, offrendo uno sguardo sul processo creativo, sui materiali di lavoro reali e sulle idee alla base del progetto”, ha dichiarato la maison in un comunicato.

Sotto la direzione creativa di Glenn Martens, nominato a gennaio 2025 succedendo a Galliano, la maison sta vivendo una rinascita narrativa. MaisonMargiela/folders non è un’operazione nostalgica, ma un modo per trasformare l’heritage in strumento di progettazione contemporanea. L’apertura dell’archivio diventa un atto di trasparenza e di democratizzazione: un invito a comprendere come nasce un’idea, come si costruisce un capo, come si stratifica un linguaggio. Dalla sperimentazione del fondatore alle collezioni firmate John Galliano, fino alle nuove direzioni di Martens, il progetto permette di attraversare l’evoluzione della maison con uno sguardo inedito.





