Perchè Kering ha dato vita alla divisione Jewelry?

Con un annuncio che segna una svolta strategica nella storia recente del gruppo, Kering ha ufficializzato la nascita di Kering Jewelry, una nuova divisione interamente dedicata alla gioielleria. L’obiettivo è strutturare, consolidare e accelerare la crescita di un segmento che negli ultimi anni ha mostrato un potenziale straordinario, diventando uno dei motori più dinamici del lusso globale.

La nuova entità riunisce sotto un’unica piattaforma le Maison Boucheron, Pomellato, Dodo e Qeelin, oltre alle capacità produttive del Gruppo, tra cui il Raselli Franco Group, realtà italiana di Valenza acquisita nel 2025 e oggi in fase avanzata di integrazione. La sua acquisizione rappresenta un tassello fondamentale della strategia: la sua integrazione consentirà a Kering di internalizzare competenze tecniche di altissimo livello, ridurre la dipendenza da fornitori esterni, accelerare lo sviluppo di nuove collezioni, garantire standard qualitativi e sostenibilità sempre più elevati.

A guidare questa nuova sezione sarà Jean‑Marc Duplaix, già Chief Operating Officer del Gruppo, che manterrà anche le sue responsabilità attuali in ambito finanziario, M&A, investor relations, real estate, digital e segreteria generale. I CEO delle singole Maison riporteranno direttamente a lui, rafforzando così la coesione interna e la velocità decisionale. Il piano strategico del gruppo, tuttavia, sarà rivelato il 16 aprile,  in occasione del suo Capital Markets Day.

Kering Jewelry opererà come una piattaforma integrata, con l’obiettivo di sostenere la crescita delle Maison rispettandone le identità creative, sviluppare collezioni iconiche e progetti di Alta Gioielleria, potenziare la filiera produttiva interna e cogliere nuove opportunità anche per le Maison di Moda e Pelletteria del Gruppo.

“Con Kering Jewelry dotiamo il Gruppo di una piattaforma solida e coerente, in grado di sostenere le ambizioni delle nostre Maison in un’area in cui creatività ed eccellenza sono inscindibili. Sono molto lieto della nomina di Jean-Marc: la sua esperienza sarà determinante per liberare il pieno potenziale del Gruppo nella Gioielleria”, ha dichiaratoLuca de Meo, Amministratore Delegato di Kering.

Inoltre, il Gruppo ha deciso di smettere di comunicare i dati dei singoli marchi, ad eccezione di Gucci, unica maison ancora esplicitata. Il resto delle attività sarà suddiviso in Fashion & Leather Goods, Kering Eyewear, Corporate & Other e, naturalmente, Kering Jewelry.

La creazione di Kering Jewelry non è un semplice riassetto interno, ma una mossa che risponde a tre esigenze fondamentali:

1. Crescita del mercato globale della gioielleria

Il segmento della gioielleria fine e di alta gamma è uno dei più resilienti e in crescita del lusso. Le quattro Maison del gruppo generano già quasi 1 miliardo di euro l’anno e rappresentano un bacino di sviluppo ancora largamente inesplorato per Kering.

2. Diversificazione del portafoglio

Negli ultimi anni Kering ha affrontato un rallentamento in alcune categorie chiave, in particolare nella moda. La gioielleria diventa quindi un pilastro strategico per riequilibrare il portafoglio e sostenere la crescita futura, come confermato anche dalle analisi di settore.

3. Necessità di una governance unificata

Riunire le Maison sotto un’unica guida permette maggiore coordinamento operativo, allineamento strategico tra brand e ottimizzazione delle risorse industriali, creative e commerciali.

 

 

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