Icona di stile e re dell’imprenditoria italiana, il mondo della moda deve molto all’Avvocato Agnelli. In molti, ancora oggi, cercano di imitare il suo savoir porter, la sua dimistichezza nel lanciare tendenze e risultare sempre elegante anche con un jeans abbinato a camicie denim. Una di queste è senza dubbio l’orologio sopra la camicia, un trend che continua a riecheggiare tra uomini e donne di ogni età e provenienza.
Secondo Gianni Agnelli, indossarlo sul polsino permetteva di non perdere tempo (un mantra per un visionare e uomo d’affari del suo calibro) a sollevare la camicia per guardare l’ora e di non rovinarne il bordo, ma la verità è che, semplicemente, gli piaceva distinguersi e far notare il suo buon gusto.
Tra i capolavori dell’orologeria che il mondo gli ha visto al polso, compaiono un Omega Seamaster 600 Ploprof, del valore fra i 13 ai 20 mila euro oggi e in circolazione dai primi anni ’70; un Hamilton Pulsar P2, il primo orologio con fattezze da “calcolatore elettronico” con schermo a diodi, che all’epoca si aggirava attorno ai 400 dollari; un Patek Philippe World Time ref 1415HU con cassa in oro giallo, movimento meccanico e un disco rotante che consentiva di leggere l’ora in 41 diverse città, del valore oggi di circa 83.000 euro ma che, per i modelli più antichi, è stata battuta all’asta anche fino a 6,6 milioni.

Gianni Agnelli mentre indossa i tre orologi sopracitati
Ma non mancano un Audemars Piguet Perpetual Calendar ref. 5555BA in oro giallo 18 carati, un cronografo sportivo Orfina Porsche Design, oltre a Rolex. C’è addirittura una leggenda che narra di un suo raro Rolex Cosmograph Daytona ref. 6263.

Gianni Agnelli con l’Audemars Piguet Perpetual Calendar ref. 5555BA
Una delle storie più interessanti, e anche commoventi, è quella del Cartier Couteau, un orologio da taschino donatogli dal nonno omonimo, il noto ex senatore della Repubblica e fondatore della FIAT, e che l’Avvocato ha in seguito modificato aggiungendo cinturino marrone in pelle per farlo diventare da polso e saldando delle anse alla cassa.

Gianni Agnelli con il Cartier Couteau e con l’Orfina Porsche Design
Ci si chiede, oggi, dove siano finiti tutti, in quanto negli elenchi sui beni di famiglia di orologi non si parla, fatta eccezione per uno da taschino che pare sia andato al nipote Lapo.




