Anche quest’anno, CHANEL è Timekeeping Partner e Title Sponsor della Boat Race

Sabato 4 aprile, si terrà la Boat Race e, per il secondo anno di fila, Chanel firma una partnership con la storica regata Oxford–Cambridge in qualità di Official Timekeeping Partner e Title Sponsor della competizione. Non a caso, Coco Chanel scoprì gli sport outdoor proprio in UK negli anni ’20, un riferimento che ritorna in questa collaborazione.

Dal 1829, il Tamigi di Londra ospita la celebre gara di canottaggio, una delle competizioni sportive più antiche e iconiche del Regno Unito, con gli equipaggi Blues (coloro che indossano i colori scuri e chiari), composti da otto vogatori, che si sfidano ogni anno in primavera sul fiume. Si tratta di un evento seguito da oltre 250.000 spettatori sulle rive, trasmesso in diretta dalla BBC e seguit oda milioni di telespettatori in tutto il mondo.

Ma perchè proprio il J12 di Chanel incarna perfettamente lo spirito della Boat Race? L’orologio nasce ispirandosi alle imbarcazioni J‑Class,al mondo nautico e alle barche da regata, presentando quindi linee fluide e funzionali, resistenza estrema e un’estetica sport‑chic. Proprio come la gara, che incarna i valori di precisione, sincronizzazione, spirito di squadra. Il J12 è progettato per “sfidare il tempo e le correnti”.

Nato nel 2000, il J12 è realizzato in ceramica high‑tech, sette volte più resistente dell’acciaio, e resta impermeabile fino a 200 m. Risulta ideale sia per uomini che per donne, grazie al suo design sportivo ma raffinato.

Inoltre, fin dalla sua fondazione nel 1910, la Maison ha affondato le radici nel mondo dello sport: ispirata dall’abbigliamento sportivo prevalentemente maschile dell’epoca, Gabrielle Chanel, a sua volta un’atleta attiva, utilizzò materiali come jersey e tweed per creare modelli innovativi. Queste creazioni offrivano alle donne la libertà di movimento: di andare a cavallo, in bicicletta e, soprattutto, di scegliere come vestirsi e chi essere. 

Non ci resta che aspettare sabato e tifare per il migliore.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.