Nel borgo di San Pantaleo, piccola perla nell’immediato entroterra smeraldino, l’imprenditore milanese Luca Guelfi ha aperto Casa Bohème, un bistrò visionario pronto a riaccendere la sua seconda stagione con nuovi spazi e rinnovati menu.
Casa Bohème non è un semplice ristorante: è un mondo narrativo, un ambiente che si attraversa più che si visita, dove ogni stanza racconta un frammento della visione e delle passioni di Guelfi: cosmopolita, teatrale, profondamente personale. Qui, l’ispirazione nasce dall’incontro tra culture, ricordi di viaggio, suggestioni cinematografiche e un gusto per la scenografia che trasforma la cena in un’esperienza immersiva.

Il nuovo capitolo di Casa Bohème prende forma attraverso un omaggio a uno dei registi più iconici della storia del cinema: Stanley Kubrick. La Kubrick’s Room, un privé per dieci ospiti, è un viaggio dentro la sua filmografia: maschere che evocano Eyes Wide Shut, sculture che richiamano Arancia Meccanica, la macchina da scrivere di Shining, il labirinto, HAL 9000 e persino una locandina originale del 1968 di 2001: Odissea nello spazio.

L’atmosfera è volutamente perturbante e affascinante, un set cinematografico in cui cenare diventa parte della performance. Le due statue bianche ispirate al Korova Milk Bar sono il simbolo più riconoscibile di questo immaginario, e proprio da lì nasce uno dei cocktail più sorprendenti del locale: il Latte+, reinterpretazione contemporanea della bevanda immaginata da Kubrick e presente nel film Arancia Meccanica. Un drink che si apre con un fiore di Sichuan e prosegue con note di cachaça, cocco, menta, St‑Germain, latte e agave.

“Casa Bohème non nasce come un bistrò tradizionale, ma come un luogo narrativo. Ogni ambiente, ogni piatto e ogni cocktail sono parte di un linguaggio che serve a evocare emozioni e creare connessioni. È un progetto vivo, che respira e si trasforma insieme alle persone che lo attraversano”, racconta Guelfi.
Salendo al primo piano, Casa Bohème cambia registro e diventa un omaggio alla storia della Costa Smeralda. Una sala dedicata alla Dolce Vita degli anni ’60 e ’70 raccoglie fotografie d’epoca che ritraggono Onassis, Sordi, Ringo Starr, Catherine Deneuve: un album visivo che restituisce il fascino di un’epoca irripetibile. Accanto, una stanza più intima custodisce oltre 500 libri e oggetti raccolti da Guelfi in trent’anni di viaggi: bambole antiche, Polaroid, memorabilia. È una sorta di autobiografia visiva, un luogo che racconta l’uomo dietro il progetto.

La proposta gastronomica, guidata dallo chef William Felicetti, è un itinerario internazionale che riflette i viaggi di Guelfi tra Europa, Americhe e Asia. Il menu spazia con naturalezza dai tacos messicani al guacamole nel molcajete; dal pata negra bellota spagnolo ai classici francesi; dai sapori asiatici fino alle icone italiane, come risotto con ossobuco, cotoletta alla milanese, paste fresche, branzino al forno, per finire con pesce crudo abbattuto a -20° per almeno 24 ore.
Il cocktail bar, guidato dal bartender Luca Fasan, è uno degli spazi più scenografici del locale: un camino, un bancone d’epoca dei primi del Novecento e un’atmosfera che richiama la Gold Room dell’Overlook Hotel. La drink list reinterpreta i classici con ingredienti sardi.
Nei sotterranei, un ambiente in granito restaurato ospita la cantina: uno speakeasy enologico con un unico tavolo conviviale per otto persone, con centinaia di etichette tra vini sardi, italiani e francesi, insieme a una curata proposta di distillati internazionali. Un luogo pensato per degustazioni intime, lente, quasi rituali.

Aperto tutte le sere dalle 18 alle 2, e il giovedì anche a pranzo, in occasione del celebre mercatino di San Pantaleo, Casa Bohème si conferma come uno degli indirizzi più sorprendenti della Sardegna: un luogo che unisce cucina, arte, design e intrattenimento in un racconto coerente e in continua evoluzione.




