St. Regis Roma inaugura la mostra “I giardini di Piranesi” di Carlos Garaicoa

di Antonella Tereo

Il St. Regis Roma, tra i pochi alberghi al mondo che possono vantare al loro interno la sede di una galleria d’arte di livello internazionale, presenta l’estro di Carlos Garaicoa in una mostra unica.

Proprio nell’iconico cinque stelle, a consolidare la lunga partnership con la prestigiosa Galleria Continua, la presenza dell’artista nato a L’Avana e vissuto tra Cuba e l’Europa ha inaugurato la preview di un’esposizione singolare.

I giardini di Piranesi

Luci, architettura, colori e storia attraversano la collezione di opere in cui, a cominciare dal disegno, si analizza la realtà urbana secondo l’artista: un’indagine che racchiude un percorso di 12 anni di lavori, tra messaggi di contemporaneità politica e sociale.

Un percorso che riprende la visione ispiratrice anche di figure italiane apprezzate dall’artista, portando ora a un’esposizione più articolata.

Fulcro del progetto sono tele caratterizzate da una natura divoratrice dell’ecosistema urbano e che vuole riappropriarsi di edifici fatiscenti (simbolicamente riferibili a L’Avana, ma anche altre capitali del mondo).

Questa mostra è speciale ha detto Garaicoaun gioco tra fantasia e verità che documenta la città, dove le tele realizzate partono anche da fotografie impresse sul legno e poi dipinte ad olio”.

Stapelia Gigantea, 2026, grafite e acquerello su carta. Credit: GALLERIA CONTINUA, Ph: Giorgio Benni

Ma nella mostra c’è spazio anche per installazioni che richiamano il “peso” della città e al filo sottile che unisce ogni elemento del suo contesto.

Un sistema la cui tensione è creata dalle diagonali incrociate dell’opera stessa e che richiama nel concreto anche i materiali utilizzati nell’edilizia.

La metafora è il tessuto cittadino, dove tutto assume un suo equilibrio, in uno spazio architettonico più etereo di cui ciascuno è quasi inconsciamente parte.

“Contrappeso” (Ciudad Plomada), 2022, bronzo, ferro, acciaio, nylon. Credit: GALLERIA CONTINUA, Ph: Giorgio Benni

Io vengo dalla pittura – continua l’artista – ma ho cercato di ritornare all’idea di architettura più pura, mostrare una tensione quasi politica, tra la natura e lo spazio urbano, parte della memoria collettiva.  Ho pensato a questo progetto e l’ho voluto chiamare “I giardini di Piranesi” come omaggio all’architetto italiano cui mi sono ispirato.

 


Carlos Garaicoa – Credit: Galleria Continua – Oak Taylor-Smith

La mostra dell’artista cubano allestita fino all’8 agosto rappresenta solo l’ultima delle collaborazioni di un ricco sodalizio, iniziato nel 2019 tra la Galleria Continua e lo storico cinque stelle romano.

E non è l’unica delle iniziative culturali che St. Regis Roma ha in corso per i suoi ospiti…


St. Regis Roma: Arte di Vivere e Suite Portrait

La mostra rientra nell’ampio progetto  “Arte di Vivere” che, come nel nome, sintetizza una visione propria del luxury brand di Marriott.
A farne parte sono una serie di appuntamenti in cui il mondo della cultura, della cucina e della musica si fondono, realizzando opportunità di incontro con personaggi a tema sempre di primo piano.

Non solo: dalla magia di nuove creazioni, capaci di unire arte e fotografia, nasce “Suite Portrait”, un’idea in corso di realizzazione presso St Regis Roma sempre al fianco della Galleria Continua. Al centro, la celebrazione  della “suite” dell’hotel non solo come spazio chiuso ed interno, ma quale crocevia di un viaggio, di un passaggio…. Illustre, ovviamente.

Suite St Regis
Suite St Regis 

Coinvolgendo anche Carlos Garaicoa, l’iniziativa vuole ritrarre così en suite celebri ospiti del mondo dell’arte e non solo.

Ne nasce quasi un esperimento, per indagare anche in futuro la sintesi tra questo spazio deluxe e le personalità di spicco del mondo contemporaneo.

L’obiettivo, del resto, è continuare una lunga tradizione.

Letterati, nomi dello spettacolo, del cinema oltre che della politica internazionale hanno già scelto da oltre 130 anni non solo le splendide suite, ma tutta l’allure dello storico hotel romano.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.