Il 2026 è un anno fondamentale per la maison parigina. Fondata nel 1876 da Angèle e Alphonse Lancel, l’azienda che oggi tutti conosciamo per le borse di lusso non tutti sanno che nacque come marchio di accessori per fumatori. Tuttavia, con l’evoluzione dei costumi e la crescente popolarità del fumo tra le donne, il brand iniziò presto ad abbracciare il mondo della pelletteria.
Nel 1901 la guida passò al figlio Albert Lancel, che trasformò l’azienda in un marchio internazionale, ampliando la produzione a borse, valigeria, oggetti da regalo e accessori. Fu lui a introdurre materiali pregiati, soluzioni funzionali e invenzioni iconiche come il Parapluie del 1929, una borsa con specchio, trousse e ombrello pieghevole, o la borsa a secchiello, lanciata nel 1927 e poi resa un’icona negli anni ’80 con il modello Elsa. Alla fine degli anni ’70 il marchio venne acquisito dai fratelli Zorbibe, ma nel 2018 entrò nel portafoglio del gruppo Piquadro S.p.A., avendolo rilevato da Richemont.

Lancel, quest’anno, festeggia i suoi primi 150 anni, e lo fa in grande stile, tingendosi del colore dell’amore e proponendo una serie di iniziative speciali. Vediamole insieme.
La capsule collection 150Y di borse, occhiali da sole, charms e foulard segue un fil rouge: celebrare la Premier Flirt. Il modello a secchiello è stato disegnato su tote bag in 100% cotone e si è colorato di diverse tonalità del borgogna, di nero e marrone, sfruttando borchie, pattern e materiali, come la pelle di vacchetta. Monumenti e angoli intramontabili di Parigi, dalla Torre Eiffel all’Opéra Garnier, dal Moulin Rouge a Notre-Dame, disegnano i foulard in seta realizzati in Italia, vicino a Como, da artigiani rinomati per la loro eccezionale maestria. Anche un simpatico berretto con visiera, proposto in due varianti, nero e bordeaux, ricorda che quello con Lancel è sempre un premier flirt.


Ma non è tutto, perchè il team di Lancel ha digitalizzato tutti gli archivi e condotto una ricerca storiografica dei prodotti: un lavoro che ha richiesto un anno e mezzo di tempo, come ha affermato il CEO di Piquadro Marco Palmieri.
Tra le celebrazioni, perfino una cena esclusiva nella villa-ristorante nei giardini degli Champs‑Élysées di Yannick Alléno, che conta 18 stelle Michelin complessive, la cui atmosfera è stata reinterpretata con drappeggi rossi e una composizione floreale monocromatica. Per l’occasione, lo chef ha costruito un percorso gastronomico che dialogava con la storia del brand: piatti “a sorpresa” che richiamavano le tasche segrete delle borse d’archivio, giochi di texture e stratificazioni come rimando alla pelletteria artigianale, ingredienti iconici della cucina francese trattati con la sua tecnica “moderna classica”.
La maison ha anche pubblicato un libro con la casa editrice Rizzoli, che vede una copertina in total red, esposto anche nel progetto di trasformazione del flagship di Place de l’Opéra. La facciata monumentale è stata ridisegnata insieme alle vetrine, e una borsa a secchiello gigante è stata inserita come installazione scenografica al piano terra. Il volume Lancel: Oggetti del desiderio ripercorre l’essenza più autentica della maison attraverso gli occhi della curatrice Alessandra Arezzi Boza. Sfogliando le pagine, si attraversano gli archivi storici: cataloghi, pubblicità, poster e oggetti dagli anni ’20 fino a oggi. Ogni pezzo testimonia come le esigenze pratiche delle diverse epoche si siano trasformate in oggetti del desiderio, dalle celebri Sacs à Malices con le loro tasche ingegnose alle collaborazioni artistiche, come quella con Salvador Dalí, che diede vita alla poetica borsa Daligramme.

Infine, è stata inaugurata una mostra museale di sei mesi, fino al 23 dicembre, dal titolo Lancel Toujours, dedicata all’evoluzione del brand, ai suoi modelli iconici e al suo immaginario grafico. La scenografia mette al centro i primissimi oggetti creati da Angèle e Alphonse Lancel, quando la maison era ancora una piccola manifattura al 20 di rue des Petites-Écuries. Qui, tra pipe, portasigarette e accessori per fumatori, si intravede già l’idea che guiderà tutto il percorso successivo: creare oggetti belli, intelligenti e funzionali. La mostra espone pipe e piccoli accessori realizzati nella bottega originaria, presentati come proto-oggetti di design, pensati per rispondere alle abitudini e ai gesti quotidiani della Parigi di fine ‘800. Accanto a essi, trovano spazio le prime borse e valigie multifunzione.





