Con Genny la moda è mecenate all’Arena di Verona

Si apre con un gesto di eleganza e mecenatismo la 103esima edizione dell’Arena Opera Festival 2026, dove la moda italiana incontra la grande lirica in una delle cornici più iconiche del Paese. A Verona, davanti a un pubblico entusiasta, la prima de La Traviata ha inaugurato il cartellone con un ricco, scenografico e colorato allestimento che ha immediatamente fatto parlare di sé: il regista scozzese Paul Curran ha trasformato l’anfiteatro romano in una Montmartre di inizio Novecento, fondendo il dramma verdiano con l’immaginario scintillante del Moulin Rouge. Un ponte scenico e culturale che ha unito la tradizione dell’opera italiana al fascino della Belle Époque parigina.

L’opera di Giuseppe Verdi, la cui prima rappresentazione risale al 6 marzo 1853 presso il Teatro La Fenice di Venezia, sarà in programma dal 20 giugno al 12 settembre.

In questo scenario di grande suggestione, Genny ha rinnovato il proprio sostegno alla Fondazione Arena di Verona attraverso il progetto 67 Colonne, iniziativa che riunisce imprese e mecenati impegnati nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale nazionale.


Mathias Facchini, Sara Cavazza, Federica Panicucci e Marco Bacini

Sostenere la cultura significa investire nella bellezza, nella memoria e nel futuro del nostro Paese. Essere al fianco di Fondazione Arena di Verona attraverso il progetto 67 Colonne e contribuire a uno degli eventi lirici più importanti al mondo rappresenta per Genny motivo di grande orgoglio“, dichiara Sara Cavazza Facchini, direttrice creativa del marchio.

Un impegno che non si limita al contributo istituzionale, ma si traduce anche in un gesto simbolico e visibile: le divise delle storiche maschere dell’Arena portano la firma di Sara Cavazza Facchini, che ha disegnato per loro look dedicati, pensati per dialogare con l’identità del teatro e con l’atmosfera del Festival.

Con questa collaborazione, Genny consolida il proprio ruolo di ambasciatrice della cultura e della creatività italiane, contribuendo a un Festival che ogni anno richiama spettatori e amanti del teatro da tutto il mondo, e che continua a essere uno dei simboli più riconoscibili del nostro patrimonio artistico. Un incontro virtuoso tra stile e lirica che illumina l’Arena e rafforza il legame tra due mondi capaci, insieme, di generare emozione e bellezza.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.