Rabanne e Julien Dossena si separano: dopo tredici anni alla guida creativa della maison, si chiude uno dei capitoli più significativi della moda francese contemporanea. La notizia sancisce la fine di una collaborazione che ha ridefinito l’identità del marchio fondato nel 1966 da Paco Rabanne, il visionario stilista spagnolo noto come il “designer della Space Age”, scomparso nel 2023 all’età di 88 anni.

Dossena, entrato in azienda nel 2013 appena trentenne, aveva inizialmente affiancato Lydia Maurer, per poi assumere la direzione creativa dopo la sua uscita. Ex allievo della Chambre Nationale de la Mode e vincitore del premio speciale della giuria al Festival di Hyères nel 2006, il designer aveva già maturato un’esperienza chiave in Balenciaga, dove dal 2008 al 2012 aveva lavorato a stretto contatto con Nicolas Ghesquière come senior designer. Un percorso che aveva affinato il suo linguaggio estetico, fatto di modernità, rigore e sensibilità materica, elementi che avrebbe poi portato in Rabanne.
Rabanne, oggi parte del portafoglio moda e beauty del gruppo catalano Puig, è un marchio strategico per l’azienda, che lo ha acquisito nel 1987, rilanciato nel 2011 e rinominato semplicemente “Rabanne” nel 2023. Con 5 miliardi di ricavi nel 2025, Puig è uno dei player più solidi del settore, proprietario anche di Carolina Herrera e Dries Van Noten, oltre a detenere le licenze di Christian Louboutin e Adolfo Dominguez. Un ecosistema che ha permesso al brand di espandersi, rafforzare il business moda e consolidare la propria presenza internazionale.

Sotto la sua guida, la maison ha vissuto una trasformazione profonda: il comunicato ufficiale parla di “crescita significativa e rinnovata visibilità globale”, con una presenza sempre più forte nel panorama moda e nella cultura pop. Ana Trias, presidente dei marchi prestige & fashion di Puig, ha sottolineato come Dossena abbia “plasmato una nuova era per Rabanne, portando energia e modernità all’eredità d’avanguardia del brand attraverso una visione di risonanza globale”. Un riconoscimento che conferma il ruolo del designer nel traghettare la maison verso un’estetica contemporanea, capace di dialogare con l’heritage metallico e sperimentale del fondatore senza mai cadere nella nostalgia.

L’uscita del creativo riaccende inevitabilmente le voci su un possibile ingresso di Olivier Rousteing, che lo scorso novembre ha concluso il suo lungo mandato da Balmain. La maison, però, mantiene il riserbo.
Dossena, dal canto suo, ha definito questo ciclo “un capitolo creativo decisivo, significativo sia a livello professionale che personale”. Il designer non ha ancora annunciato le sue prossime mosse, ma il settore guarda con attenzione: dopo aver ridefinito l’identità di Rabanne, il suo prossimo passo potrebbe influenzare ancora una volta gli equilibri della moda parigina.




