Palazzo Santa Croce: charme & privacy esclusiva al cospetto di Positano

di Antonella Tereo

Dall’incredibile terrazza di Palazzo Santa Croce sembra di poter toccare Positano, guardandola dall’alto.

La collina su cui sorge la villa, detta Li Parlati, era stata scelta apposta per la sua posizione strategica a fine Seicento, motivo per cui la struttura divenne ideale anche quando passò poi a residenza vescovile, ai primi del Settecento, prima di diventare a tutti gli effetti una dimora nobile privata e giungere con il suo impianto originario ai giorni nostri.

Lontano dal caos turistico ma collegata (anche con un ascensore) al centro storico, ora infatti è una perfetta risposta al desiderio che una certa clientela nutre quando arriva in Costiera: viverla.

È quel che hanno saputo cogliere Vito e Giuliana Cinque.

Padre e figlia hanno pensato di ristrutturare ed offrire questo prezioso gioiello come proprietà esclusiva che entra così a far parte di una vera costellazione di alta ospitalità dove spicca un’altra importante icona “di famiglia” in quel di Amalfi coast, il San Pietro di Positano.

Viaggio all’interno della villa

Giunti a Palazzo Santa Croce, il suo accesso quasi defilato svela poi invece un impatto a sorpresa.

Una grande terrazza si apre dopo l’antico portone e collega anche dall’esterno alcuni ambienti condivisi, mentre l’affaccio sulla magnetica vista di Positano rende già la soluzione una delle più incredibili da queste parti.

Ma la villa custodisce in particolare una cura ai pezzi d’arte che tradisce anche una chiara attenzione di famiglia – da Vito al fratello Carlo – un’inclinazione che ha selezionato con successo i dettagli per la ricercatezza degli ambienti.

E tra gli arredi del XVII secolo, soffitti affrescati e dipinti d’epoca, l’omaggio qui è prevalentemente al periodo barocco.

La zona giorno del piano nobile – dove butler e chef privato possono servire pranzi e cene, anche in alternativa alla terrazza panoramica – sfoggia un grande tavolo in rovere toscano, pregiate stoviglie ed un’immensa libreria d’epoca che non può non catturare lo sguardo degli ospiti più attenti.

Un glorioso passato affiora anche in cucina, dai due forni per il pane e la pizza, concepiti magistralmente con l’impiego di materiali tradizionali (ed oggi ricercati) come la pietra vulcanica del Vesuvio e le decorazioni di antiche maioliche locali così come altri complementi disseminati nella casa.

Uno sviluppo verticale della struttura che segue la collina crea all’interno una maestosa scalinata originale, collegando i quattro piani complessivi.

L’invito così, salendo, è alla scoperta delle due suite padronali, omaggi rispettivamente ad Alfonso d’Aragona e sua moglie, la Regina Isabella, dove interior recenti e complementi dai toni forti a contrasto giocano con i pezzi d’epoca restaurati.

Altre due camere poi, al piano superiore si collocano sotto il tetto, sfruttando giochi di spazi insoliti e nicchie.

Si creano ampie soluzioni, tra scalini e sale da bagno in maioliche raffinate per un comfort ricco di dettagli che aggiorna l’offerta, ideale per accogliere, così fino a 4 ospiti in tutto.

La SPA di Palazzo Santa Croce

Nessun dettaglio sfugge. Nemmeno nella Private SPA che i soli ospiti della villa possono trovare nel seminterrato.

Recentemente ristrutturata per immaginare una dedizione tailor made e ad effetto cocoon, lo spazio così intimo è ideale per trattamenti personalizzati.

Cedendo al fascino di antiche terme romane, l’ambiente ne esalta il richiamo con il raffinato décor a mosaico, nelle vasche e sulle pareti.

Oltre a godersi gli angoli relax e le docce cromatiche che impreziosiscono il servizio, gli ospiti possono anche immergersi nella vasca esterna che occupa una seconda terrazza inferiore.

Lo spazio esterno qui, è sempre panoramico ed è perfetto anche come private solarium.

Affiliato a Relais & ChâteauxPalazzo Santa Croce ha poi dietro la sua struttura un giardino quasi nascosto: esplode di fiori tipici mediterranei creando un piccolo sentiero dentro la stessa proprietà.

Percorrendolo si domina nuovamente la collina: in quest’oasi di quiete e colori ci si ferma spesso a meditare o a contemplare – tra l’ombra ed il profumo dei limoni – un altro scorcio inedito su Positano.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.