Anche Salerno ha la sua Design Week, e partirà domani

Dal 16 al 20 settembre, la Campania torna a essere un laboratorio di arte e idee, un luogo in cui il design non si limita a essere esposto ma diventa strumento di trasformazione urbana, culturale e sociale. La seconda edizione della Salerno Design Week, promossa da Confindustria Salerno con il sostegno della Camera di Commercio e il patrocinio delle istituzioni territoriali, amplia il raggio d’azione inaugurato nel 2025 e consolida un modello di manifestazione diffusa che intreccia manifattura, creatività, innovazione e territorio.

Il tema scelto per quest’anno, Alchimie del Design, racconta proprio questa vocazione: il progetto come processo capace di mettere in relazione idee, competenze, persone e luoghi, generando nuove forme di rigenerazione urbana e culturale.

Il programma 2026 si articola in una serie di appuntamenti che trasformano la città in un ecosistema di forme, pratiche e visioni. Talk, laboratori, incontri e AperiDesign coinvolgono designer, architetti, imprese e istituzioni in un confronto che attraversa temi come hospitality, nautica, rigenerazione urbana, imprenditoria femminile, turismo sostenibile e innovazione territoriale. Tra gli ospiti figurano professionisti di rilievo internazionale, da Elena Fiammengo di Gensler Miami a Paolo Zilli di ZHA Architects, da Marco Gilardi di Minor Hotels a Federico Spagnulo e Lorenzo Damiani, confermando la volontà della manifestazione di costruire un dialogo tra cultura del progetto e sistema produttivo.


Giovanna Basile, Presidente del Gruppo Design_Tessile_Sistema Casa di Confindustria Salerno

La manifestazione porta il design fuori dagli spazi espositivi e lo inserisce nella vita quotidiana della città attraverso tre interventi che diventano parte del paesaggio urbano. Al Parco Pinocchio viene inaugurata la Panchina EYED, progetto vincitore dello Young Factory Design 2025, firmato dall’architetto Sergio Catalano e prodotto da Vinto Urban: una forma fluida e colorata che rinnova uno spazio di aggregazione e testimonia la forza di una filiera industriale capace di trasformare un’idea in un dono concreto alla comunità.

A Marina d’Arechi prende, invece, forma Nel vento | specchio, la scultura di Ivano Troisi che richiama una gigantesca foglia secca adagiata al suolo, realizzata in acciaio inox specchiato per riflettere mare, luce e paesaggio durante il giorno e la volta celeste di notte, senza illuminazione artificiale. Infine, il progetto del nuovo sagrato della Chiesa di Sant’Anna al Porto, firmato da Nicola Flora, porta a Salerno l’esperienza maturata nel gruppo G124 di Renzo Piano e propone una riflessione sul rapporto tra design contemporaneo, patrimonio e trasformazione degli spazi sacri e comunitari.

Accanto agli interventi urbani, le mostre compongono un itinerario diffuso che attraversa la città e ne ridisegna la percezione, trasformando musei, palazzi storici e spazi culturali in luoghi di dialogo tra creatività, manifattura e territorio. Sei percorsi espositivi, diversi per linguaggi e approcci ma uniti dal tema dell’edizione, raccontano come la materia, la forma e l’immaginazione possano diventare strumenti di relazione, memoria e innovazione.

Scatole di materia, di Alfonso Femia, AF*Design con Salvatore Greco, produzione di Lamberti Design e Michele De Maria

Al Museo Archeologico, la mostra Design for Food and Nutrition esplora il rapporto tra progetto, innovazione e filiera alimentare, valorizzando il design campano attraverso packaging, tableware, prodotti agroalimentari e complementi. Nelle stesse sale, FILIGRANE of Alkimiya propone un viaggio nella gioielleria mediterranea attraverso mappe e progetti che intrecciano filigrana, materia e cultura dei territori, restituendo la complessità di un patrimonio fatto di tecniche antiche e nuove interpretazioni del gioiello come oggetto narrativo.

Alla Pinacoteca Provinciale di Palazzo Pinto prende vita Pottergeist, la mostra curata da Patrizia Catalano e Maurizio Barberis con Martina Barberis Casagrande, che inaugura ufficialmente la manifestazione e segna il ritorno di HoperAperta: un’indagine sul legame tra materia e pensiero, dove le opere si trasformano in presenze che abitano l’architettura e dialogano con la tradizione manifatturiera salernitana. Tra gli artisti in esposizione, figurano Mimmo Paladino, Alfonso Femia, Denny Candotto, Nicolas Turchi nt+ar, Daniele Menichini, Maria Christina Hamel, e tanti altri.

Senza Titolo, dipinto, di Mimmo Paladino, courtesy Fondazione De Chiara De Maio

All’Urban Center del Complesso San Michele, Geometrie Alchemiche raccoglie le opere di ceramiste salernitane che interpretano l’alchimia attraverso forme geometriche e trasformazioni della materia, trasformando la ceramica in metafora di un processo creativo che parte dalla terra e si fa immagine, gesto, simbolo. Il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana accoglie invece Alchimie Contemporanee, la mostra dell’Accademia di Belle Arti di Napoli che porta in scena le sperimentazioni degli studenti: un campo di ricerca che unisce tecnologia, forme inedite e nuovi immaginari del quotidiano, suggerendo modi diversi di abitare lo spazio e di interpretare la relazione tra corpo, funzione e materia.

La partecipazione di Giorgetto Giugiaro all’apertura aggiunge un ponte tra la storia del design italiano e la sua continua evoluzione. Il Museo Diocesano ospita un omaggio dedicato proprio a Giugiaro, intitolato Il segno che diventa Leggenda!, che lo celebra con il Premio alla Carriera. Il percorso espositivo ripercorre alcuni dei suoi lavori più iconici, restituendo la forza visionaria di un progettista che ha trasformato l’automobile in un oggetto culturale, estetico e simbolico. Prototipi, bozzetti e opere raccontano la sua capacità di immaginare forme che diventano leggenda, intrecciando innovazione, arte e identità territoriale.

Giorgetto Giugiaro

La Salerno Design Week guarda anche alle nuove generazioni con il lancio delle Borse Lavoro dedicate alla memoria di Pino Grimaldi, rivolte a giovani donne impegnate in percorsi artistici e accademici. Le aziende del Comitato Femminile Plurale le ospiteranno per trasformare le imprese in luoghi di visione, sperimentazione e confronto tra creatività e lavoro, interpretando il design come strumento di crescita personale e professionale.

Per cinque giorni, Salerno diventerà un laboratorio aperto che mette in relazione passato e futuro, patrimonio e innovazione, materia e pensiero. L’edizione 2026 conferma il design come leva strategica per lo sviluppo del territorio e come linguaggio capace di costruire connessioni tra cultura del progetto, sistema produttivo e comunità, restituendo alla città un ruolo centrale nel panorama del design contemporaneo.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.