La collezione CHANEL Fall Winter 2026 nasce come una metamorfosi, un passaggio di stato che Matthieu Blazy interpreta attraverso la metafora della crisalide e della farfalla. È un dialogo silenzioso ma costante con Gabrielle Chanel, un modo per interrogare l’eredità della Maison e trasformarla in un linguaggio contemporaneo. La collezione esplora i paradossi che definiscono l’identità di CHANEL: la tensione tra funzione e finzione, tra sensibilità e seduzione, tra maschile e femminile, tra natura e artificio. Ogni look sembra muoversi tra questi poli, senza mai scegliere una direzione definitiva, ma lasciando che le contraddizioni si completino a vicenda.

La campagna è ambientata nell’appartamento di Gabrielle Chanel al 31 Rue Cambon, a Parigi. Non una villa, ma un interno iconico, dalla raffinatezza estrema, un rifugio creativo dove Mademoiselle osservava le sue sfilate dalla celebre scala di specchi e dove ogni oggetto racconta un frammento della sua visione. La scelta di ambientare la campagna in questo luogo non è nostalgica, ma profondamente contemporanea: le modelle lo abitano con naturalezza, trasformandolo in una casa viva, attraversata da presenze, gesti, incontri. È come se la metamorfosi evocata dalla collezione si compisse proprio lì, tra le pareti che hanno custodito l’immaginazione di Gabrielle.
Già in passato, un’altra abitazione appartenuta a Coco è stata trasformata in un set di moda ed eleganza: parliamo di Villa La Pausa, in Riviera, sulla collina di Roquebrune‑Cap‑Martin, dove la SS26 ha trovato “casa” lo scorso gennaio.

A catturare questa atmosfera è il fotografo Julien Martinez Leclerc, uno dei talenti più interessanti della fotografia contemporanea. Il suo lavoro è riconoscibile per la capacità di fondere intimità e movimento, per un approccio cinematografico che restituisce alle immagini una vibrazione quasi tattile. Leclerc ha collaborato con alcune delle più importanti testate internazionali e con brand di moda che condividono la stessa sensibilità visiva.
Il film della campagna è diretto da Stuart Winecoff, regista e direttore della fotografia noto per la sua estetica vibrante e per la capacità di creare atmosfere sospese tra realtà e immaginazione. Winecoff porta a Rue Cambon una festa contemporanea, un movimento continuo che anima gli ambienti e li rende protagonisti. Il risultato è un racconto visivo che non celebra il passato, ma lo riattiva, lo rimette in circolo, lo trasforma in un presente pulsante.
Il guardaroba immaginato da Blazy è guidato dall’idea di movimento. Tailoring elegante e pratico convive con abiti da sera spettacolari, luminosi, quasi iridescenti. Il tailleur, elemento fondativo della Maison, viene reinterpretato in infinite varianti: proporzioni morbide, spalle ampie, tessuti che vanno dal tweed alla gauze, dal Lurex al silicone applicato come in un action painting. La giacca diventa il fulcro della silhouette, trasformandosi in bomber di suede, trucker jacket in maglia a coste, blazer strutturati che si sovrappongono a gonne fluide in seta e jersey. Il colletto portato in verticale suggerisce un’allure dinamica, quasi una figura colta nell’atto di muoversi.
Fiori che sbocciano su abiti, orecchini e borse, tonalità pastello e iridescenti che richiamano la delicatezza delle tele impressioniste, superfici lucide che imitano la brillantezza organica di petali e ali. La sperimentazione tessile è audace, quasi poetica, e si riflette anche negli accessori, dove la resina colorata, la madreperla tinta e gli stivali bicolore in pelle morbida contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione. La grande flap bag in pelle embossata, introdotta a ottobre, torna come elemento chiave della stagione.

La collezione Fall Winter 2026 non cerca di imitare ciò che Chanel è stata, ma di capire cosa può ancora diventare. È un esercizio di metamorfosi che attraversa i capi, gli accessori, le immagini della campagna e il luogo che le ospita. Una celebrazione della continuità, del movimento, della capacità di cambiare forma restando fedeli a un’identità che non smette di evolversi.




