Era il 1986 quando Hogan decise di inventare una sneaker che potesse rientrare nel segmento lusso. Il 2026, rappresenta per il brand un anniversario che non è soltanto una ricorrenza, ma un modo per guardare alla propria storia con la consapevolezza di chi ha attraversato epoche, linguaggi e generazioni senza mai perdere identità e valori.

Il cuore della celebrazione di questi 40 anni trascorsi è un progetto che unisce memoria e visione, e coinvolge quattro giovani registi italiani diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, a cui è stato affidato ciascuno un decennio della storia Hogan e una sneaker iconica, trasformata in protagonista silenziosa di un cortometraggio. Quattro film, quattro intramontabili modelli, quattro tipologie di interpretare lo spirito di un marchio che ha saputo reinventarsi senza mai smettere di essere sé stesso.
Ambientato negli anni Ottanta, Celeste di Nicolò Folin rilegge la nascita della Hogan Traditional come una favola contemporanea. Una bambina, una scatola irraggiungibile, un gesto di coraggio che diventa metafora di crescita. Le Traditional, indossate come ali, trasformano il desiderio in possibilità, fondendo animazione e realtà in un racconto sospeso tra memoria e immaginazione.

Il passaggio al nuovo millennio prende forma in Nine Hundred di Sarah Narducci. Il set è un’abitazione durante la notte del 31 dicembre 1999: mentre il mondo teme il Millennium Bug, Mara sceglie la libertà del movimento, inseguendo il trick che dà il titolo al film. Le Hogan Interactive accompagnano questa corsa simbolica tra analogico e digitale, tra ciò che finisce e ciò che ricomincia, restituendo l’energia di un’epoca che cambia.

I primi anni Duemila sono il territorio di Never Off di Gregorio Mattiocco, un racconto sul successo e sulla fuga, sulla necessità di ritrovare sé stessi quando tutto diventa immagine. Una diva, una cameriera, uno scambio di identità che lascia intatto solo un elemento: le Hogan Olympia, l’unica cosa che la protagonista non è disposta ad abbandonare. In un mondo dominato dallo sguardo degli altri, restano come dichiarazione di autenticità.

Infine, Lola Rebel di Paoli De Luca porta il mito Hogan nell’ultima decade, trasformando la Hogan Rebel in simbolo di rinascita. Lola, interpretata dall’attrice Isabella Ferrari, icona glamour intrappolata nella perfezione senza tempo, ritrova il desiderio di muoversi grazie all’irruzione di James, giovane giardiniere che incrina la sua immobilità. Il furto delle Rebel diventa il gesto che libera, che riattiva il gioco, che restituisce leggerezza.

La collaborazione con il Centro Sperimentale si tradurrà, inoltre, in cinque borse di studio triennali dedicate agli studenti dei corsi di regia, recitazione, sceneggiatura, montaggio e scenografia. Un modo concreto per sostenere le nuove generazioni di creativi e alimentare quel movimento che da sempre definisce il marchio.
Naturalmente, l’importante anniversario è stato incoronato anche attraverso un party esclusivo ospitato all’interno del nuovo edificio dell’Università Bocconi, immerso nel blu elettrico che sta accompagnando questo 2026 di Hogan, il colore del cielo ma soprattutto della libertà. Nella serata di ieri, la griffe ha presentato una sneaker in limited edition in pelle effetto cavallino con lacci bianchi che fanno da sfondo alla scritta celebrativa “H86_26”. Disponibile presso selezionate boutique monomarca e su hogan.com, parliamo di un modello unisex che presenta le linee essenziali della silhouette originale e la tomaia nell’intenso blu, da cui prende il nome, Special Edition Hogan Cool Blue.

Un modo interessante per ripercorrere la propria storia, continuare ad affermarsi nel presente e rilanciare il proprio heritage verso ciò che deve ancora arrivare, confermando una visione che da quarant’anni invita a guardare oltre, a muoversi con intenzione, a volare più in alto. Proprio come intende fare Hogan.




