A Milano, negli spazi di Upsilon Gallery, prende forma una mostra che attraversa epoche, geografie e immaginari diversi per indagare uno dei temi più affascinanti dell’arte: la capacità di andare oltre il visibile. Dreamers, Wanderers, Heroines, in programma fino al 25 ottobre presso la sede di via Gastone Pisoni 2, mette in dialogo le opere di Leonor Fini, Leonora Carrington e della giovane artista cinese Wang You, costruendo un racconto che intreccia sogno, metamorfosi e libertà creativa.

Più che una semplice rilettura del Surrealismo storico, la mostra si presenta come un confronto tra sensibilità artistiche accomunate dalla volontà di trasformare la realtà attraverso l’immaginazione. Le tre protagoniste, pur appartenendo a contesti, aree del mondo e generazioni differenti (Fini: 1907-1996, Leonora Carrington: 1917-2011, Wang You: 1988), condividono infatti una stessa tensione verso ciò che sfugge alle definizioni: il mistero, l’assurdo, il fantastico e la continua possibilità di reinventare il mondo.
L’esposizione arriva in un momento di rinnovata attenzione nei confronti di Leonor Fini e Leonora Carrington, due figure che negli ultimi anni sono state progressivamente riscoperte al di là della loro tradizionale collocazione all’interno del movimento surrealista. Le loro opere vengono oggi osservate con uno sguardo più ampio, capace di valorizzarne l’autonomia e la complessità, riconoscendo il ruolo fondamentale che entrambe hanno avuto nella costruzione di un immaginario femminile libero, anticonformista e profondamente visionario.

È proprio su questa eredità che si innesta la ricerca di Wang You, artista nata a Harbin e attiva a Pechino, la cui formazione teatrale emerge con forza nelle sue composizioni. I suoi dipinti popolati da acrobati, danzatori, animali e figure enigmatiche sembrano sospesi in uno spazio dove il reale è costantemente in bilico con il sogno. Il circo, il teatro e la performance diventano strumenti attraverso cui raccontare una dimensione fluida, nella quale l’impossibile appare naturale e ogni immagine sembra pronta a trasformarsi nella successiva.
Nel percorso espositivo, le opere di Wang You dialogano progressivamente con quelle di Leonor Fini e Leonora Carrington, quasi fossero presenze guida che accompagnano il visitatore all’interno di un paesaggio immaginario condiviso. Sfingi, creature ibride, animali simbolici e personaggi sospesi tra realtà e finzione convivono in una narrazione che supera i confini del tempo e suggerisce nuove letture della contemporaneità.

Il titolo della mostra riassume perfettamente questa prospettiva. I “Dreamers” sono coloro che immaginano ciò che ancora non esiste; i “Wanderers” percorrono strade imprevedibili senza seguire una destinazione prestabilita; le “Heroines” diventano protagoniste della propria trasformazione. Non categorie rigide, ma possibilità aperte attraverso cui interpretare il rapporto tra identità, arte e vita.
Con Dreamers, Wanderers, Heroines, Upsilon Gallery conferma inoltre la propria vocazione internazionale, creando un ponte tra maestre del Novecento e nuove voci della scena globale. Il risultato è una mostra che non guarda al Surrealismo come a un movimento storico concluso, ma come a un’attitudine ancora attuale: quella di accogliere l’inatteso, celebrare la meraviglia e ricordare che, forse, l’aspetto più surreale dell’esistenza è la vita stessa.




