Affacciato sul Lungarno, Claris Firenze si presenta come una nuova destinazione in cui ristorazione, design e accoglienza convivono in perfetto equilibrio. A dare forma all’identità del locale è l’intervento di Alessandro Bini, che ha curato un progetto su misura capace di trasformare gli spazi in un’esperienza immersiva e sofisticata.
Figura di riferimento nel settore del tessile d’arredo e dell’interior design legato all’hospitality, il brand nasce nel 1974 come azienda familiare e si è sviluppato nel tempo fino a diventare un gruppo specializzato nella produzione di tessuti d’arredo, soluzioni contract e progetti chiavi in mano per hotel, residenze, retail e nautica. Nel 2017, i figli del fondatore Alessandro Bini, Simone e Niccolò, fondano la divisione Tessuti d’Italia e quella Contract, specializzata in soluzioni hospitality.

Due anni dopo, invece, arriva la Alessandro Bini Home per gli accessori di arredo di esclusiva manifattura italiana e, nel 2020, l’AB Edil Florence, azienda di servizi a supporto del settore Contract che nel 2022 si è evoluta in AB Consulting, ampliando servizi e prestazioni consulenziali.
Il progetto di Claris Firenze, aperto dal pranzo al dopocena, nasce dalla visione imprenditoriale di Antonio Galati, imprenditore e manager noto nel panorama dell’hotellerie fiorentina per l’Hotel Villa Tolomei. Con un importante investimento, ha scelto di puntare sul rilancio di uno storico indirizzo cittadino, consolidando la propria presenza nel capoluogo toscano attraverso una proposta gastronomica contemporanea che unisce qualità, identità e ricerca estetica.

Per Claris, Alessandro Bini ha sviluppato un concept d’interni che si fonda sull’idea di ospitalità sartoriale. Arredi custom, rivestimenti tessili, tendaggi, sedute ed elementi decorativi sono stati progettati come parti di un unico racconto, nel quale ogni dettaglio contribuisce a definire l’atmosfera del luogo. Il tessuto diventa protagonista dello spazio, dialogando con la luce naturale e con l’architettura per creare una sensazione di comfort raffinato e discreto.
Particolarmente significativo è il lavoro svolto sulle superfici e sui materiali. I parati tessili aggiungono profondità e calore agli ambienti, mentre i tendaggi regolano il rapporto tra gli spazi interni e l’esterno. Le sedute e gli arredi realizzati su misura privilegiano materiali selezionati e finiture di pregio, valorizzando un’idea di benessere che passa attraverso la qualità percepita e l’attenzione ai dettagli.
Tra gli elementi distintivi del progetto spicca il bancone del bar in onice bianco alabastro retroilluminato, disegnato da Alessandro Bini e realizzato da Giovannozzi Marmi. Una presenza scenografica che diventa fulcro visivo del locale, contribuendo a definirne il carattere attraverso il dialogo tra materia, luce e lavorazione artigianale.

Qui, vi si possono assaporare, oltre a soft drink, amari, liquori e vini al calice, i grandi classici della mixology, signature drink o, ancora, proposte stagionali accompagna ogni momento della serata, dall’aperitivo al dopocena, preparari con ingredienti ricercati e profumi mediterranei secondo abbinamenti contemporanei.
Uno degli aspetti più interessanti dell’intervento è il controllo integrato dell’intero processo progettuale. Alessandro Bini ha infatti coordinato progettazione, produzione e realizzazione, garantendo coerenza stilistica e qualità esecutiva in ogni fase. Un approccio tipico dell’hospitality di fascia alta, dove la capacità di gestire ogni dettaglio risulta fondamentale per costruire un’identità forte e riconoscibile.

Il risultato è un ambiente in cui il design accompagna l’esperienza gastronomica senza prevalere su di essa. Luci, materiali e tessuti lavorano insieme per creare un’atmosfera raccolta e contemporanea, capace di rendere Claris Firenze un luogo memorabile sia per la proposta culinaria sia per la qualità dell’accoglienza. Un progetto che rappresenta una sintesi efficace del savoir-faire italiano applicato al mondo dell’ospitalità, dove estetica, funzionalità e artigianalità trovano una perfetta armonia.




