Prossimamente al cinema “Brunello, il visionario garbato”

Il nuovo progetto di Giuseppe Tornatore dedicato a Brunello Cucinelli è un’opera che fonde documentario e finzione per raccontare la parabola esistenziale dell’imprenditore umbro, simbolo di un capitalismo umanistico capace di coniugare successo globale e valori etici.

La narrazione parte dall’infanzia in campagna, prosegue con il trasferimento negli anni ’60 a Ferro di Cavallo (PG), dove il padre trova lavoro come operaio, e culmina nel borgo di Solomeo, trasformato da Cucinelli in un luogo-simbolo di dignità e bellezza. Cruciale è la scoperta, da bambino, dell’infelicità del padre, umiliato in fabbrica, che spinge Brunello a promettere di vivere e lavorare sempre per la dignità dell’uomo.

Quando ero bambino vivevamo in un casolare isolato. Accanto a noi c’erano i miei zii, i miei cugini e i miei nonni, per un totale di 13 persone, tutti mezzadri. In casa non avevamo acqua, luce, riscaldamento e neppure il bagno, il lavoro agricolo era duro. C’era tanto impegno e la sera, pur provati dalla stanchezza, non mancavano il sorriso e il dialogo quando ci si riuniva per cena. Noi bambini inventavamo giochi con nulla e ci divertivamo tanto nella semplicità. Io, poi, adoravo stare in mezzo alla natura, agli animali, e la sera non mi stancavo mai, come poi oggi, di stare ore ad ammirar le stelle”, ricorda l’imprenditore.

Il racconto è arricchito dalle testimonianze della moglie Federica, delle figlie Camilla e Carolina, degli amici di lunga data e di figure celebri come Patrick Dempsey e Oprah Winfrey, che condividono aneddoti e riflessioni sul suo percorso umano e imprenditoriale. La narrazione si snoda tra la casa rurale di famiglia, le campagne perugine e Solomeo, luogo dell’anima dove nacque il sogno del cashmere e il progetto di restaurare chiesa, castello e borgo. La fede e il mentore spirituale Don Alberto accompagnano costantemente il protagonista.

Mi è venuta questa idea di raccontare il tutto come se fosse una partita a carte, è stata la scintilla che mi ha portato a dire che si poteva provare a girare” precisa il regista, che scherza sul suo protagonista dicendo che, pur volendo un film “in vita”, in realtà “è stato bravissimo, perchè si è comportato da morto ! Infatti non si è mai intromesso, non mi ha chiesto di togliere o di aggiungere neppure un fotogramma. Ringrazio Brunello per avermi permesso di entrare nella sua storia e raccontarla a modo mio“.

Tornatore ha dichiarato di essere stato attratto dai racconti di Cucinelli, in particolare dal suo rapporto con il gioco delle carte, passione coltivata fin da piccolo e intesa come esercizio mentale di logica e strategia, utile poi negli affari. Il film alterna attori e persone comuni: Francesco Cannevale e Francesco Ferrone interpretano Brunello da bambino, Saul Nanni lo impersona da giovane, mentre lo stesso Cucinelli appare come spettatore della propria vita. Accanto a loro compaiono Emma Fatone, Beatrice Carlani, Marta Aguilar e Arcangela Berardi, che contribuiscono a dare corpo e voce ai diversi momenti della narrazione.

Il babbo mi insegnò fin da piccolo anche l’importanza della precisione e della bellezza. Quando lo aiutavo ad arare i campi, tirando i buoi, mi diceva: ‘I solchi devono essere dritti, Brunello’. ‘Perché, babbo?’, chiedevo io. ‘Perché i solchi dritti sono belli’. La vita di quei tempi, seppur povera, era felice, sana, ordinata, caratterizzata da forte fratellanza e armonia con i ritmi della natura. E c’era la fede, ovviamente, imprescindibile“.

Tornatore mescola pathos e ironia, con scene memorabili al Bar Gigino o alla Fiera di Monaco, restituendo tridimensionalità e simpatia al personaggio. Nulla è stato lasciato al caso, neppure la spettacolare première: dopo la proiezione al Nuovo Teatro 22 di Cinecittà, gli ospiti hanno partecipato a una cena di gala nello scenografico set di Roma Antica. Una lunga passerella illuminata da candele e citazioni filosofiche conduceva alla Basilica Aemilia, le cui pareti erano decorate con 130.000 volumi, richiamo all’amore di Cucinelli per il sapere e la filosofia.

Ho visto tanti docu-film girati dopo la morte del protagonista e, secondo me, lo stesso doveva rivoltarsi nella tomba. Io desideravo che le persone potessero avere una testimonianza del mio agire, sentire i fatti narrati dalla mia voce “da vivo”, per amor di verità, non per gloria. Considerando che il film della mia vita è ‘Nuovo Cinema Paradiso’, chi altri avrei potuto contattare, se non Giuseppe Tornatore? Così l’ho chiamato e sono riuscito a convincerlo. E dopo di lui si è pensato a Nicola Piovani, per quella che è diventata una splendida e perfetta colonna sonora. Sono due maestri e anche due poeti – per me i poeti sono i primi grandi uomini dell’umanità – e sono riusciti ad entrare nella mia anima”, spiega Cucinelli. “Per finalizzare il progetto ci abbiamo messo tre anni: le riprese sono infatti state distribuite su due anni e uno è servito per il montaggio. Abbiamo provato ad investire su quei grandi ideali in cui crediamo: famiglia, spiritualità, religione, unendoli a sapienza, uguaglianza e concordia, che sono per me i grandi pilastri di una persona per bene“.

Il film non è solo la biografia di un imprenditore, ma un viaggio nella sua visione del mondo: correttezza, dignità e giustizia sociale come pilastri di un modello economico e umano. Tornatore consegna così alla memoria cinematografica la storia di un uomo che ha saputo trasformare un borgo e un sogno in un simbolo globale, consacrando Brunello Cucinelli non solo come protagonista del nostro tempo, ma anche come figura destinata a rimanere impressa nell’immaginario collettivo.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.