Per soli pochi giorni, fino all’8 febbraio, Parigi accoglie un evento che ha il sapore dell’irripetibile. Sotto la grande volta di vetro del Grand Palais, una selezione dei monumentali tappeti commissionati da Luigi XIV per la Grande Galerie del Louvre viene riunita ed esposta al pubblico per la prima volta dopo oltre tre secoli. La mostra, dal titolo I tesori nascosti del Re Sole, offre un’immersione straordinaria nella magnificenza della monarchia francese del XVII secolo e nella sua ambizione decorativa senza precedenti.
Nonostante la grandiosità del progetto, i tappeti non vennero mai installati nella Grande Galerie. Con la morte di Jean-Baptiste Colbert, una delle figure politiche più influenti della Francia del XVII secolo e uno dei principali artefici dell’estetica e dell’apparato culturale del regno di Luigi XIV, e lo spostamento dell’attenzione del sovrano verso Versailles, il progetto fu abbandonato.

All’inizio del regno di Luigi XIV, quando il Louvre era destinato a diventare la residenza ufficiale del sovrano, prese forma uno dei più imponenti progetti decorativi dell’epoca. Tra il 1668 e il 1688 furono realizzati 92 tappeti monumentali destinati a rivestire il pavimento della Grande Galerie, il corridoio lungo 442 metri che collegava il Louvre al palazzo delle Tuileries. Ogni tappeto, largo circa nove metri, era una tessera di un mosaico decorativo che avrebbe dovuto coprire quasi 4.000 mq di superficie: un’impresa titanica, simbolo della volontà del Re Sole di affermare la potenza della monarchia attraverso l’arte. La committenza fu affidata alla Manifattura della Savonnerie, la più prestigiosa fabbrica europea di tappeti annodati a pelo. I disegni furono ideati da Charles Le Brun, primo pittore del Re, mentre i cartoni preparatori vennero realizzati dagli artisti della Manifattura dei Gobelins sotto la sua direzione.

Fondata nel 1615 in un’ex fabbrica di sapone sul Quai de Chaillot, la Savonnerie raggiunse il suo apice tra il 1650 e il 1685, godendo del monopolio reale. I suoi tappeti, realizzati in lana con inserti in seta e caratterizzati da un’altissima densità di nodi, rappresentano una delle espressioni più raffinate dell’arte tessile europea. Se inizialmente il linguaggio ornamentale era influenzato da modelli orientali e ottomani, con il tempo si affermò uno stile francese autonomo, ricco di medaglioni, stemmi, motivi floreali e allegorie che celebravano la grandezza della Corona.

Nei secoli successivi, rivoluzioni, vendite e distruzioni determinarono la dispersione di molti esemplari. A partire dal Primo Impero e dalla Restaurazione, tuttavia, una parte significativa dei tappeti venne progressivamente recuperata. Oggi, 41 dei 92 tappeti originali sono conservati nelle collezioni delle Manifatture nazionali – Sèvres & Mobilier national – di cui 33 completi, insieme a quattro dei tredici tappeti destinati alla Galerie d’Apollon. Nel 2024, il ritrovamento di un frammento del cinquantesimo tappeto ha ulteriormente arricchito la conoscenza dell’insieme.
Tra i pezzi esposti attualmente spicca anche un tappeto progettato per la Galerie d’Apollon, testimonianza della perfezione artistica raggiunta sotto la direzione di Le Brun. L’allestimento, calibrato per valorizzare le dimensioni monumentali dei tappeti, restituisce al visitatore la sensazione di trovarsi di fronte a un’opera totale: un progetto decorativo concepito per stupire, persuadere e celebrare il potere assoluto del Re Sole.





