Una panoramica sulle mostre più colorate del momento

di Stefania Albanese

In un’Italia che d’estate sembra accendersi di luce propria, anche l’arte risponde con un’esplosione di colori, pattern e visioni pop. Dalle serigrafie di Warhol alle atmosfere balneari iper‑nitide di Mazzoleni, passando per le astrazioni ritmiche di Petrus e le fotografie sensuali e kitsch di Verita Monselles, il Paese si trasforma in un itinerario cromatico che attraversa linguaggi, epoche e sensibilità. Mostre che non hanno paura di osare e che raccontano un’estate in cui l’arte diventa un invito a guardare il mondo con occhi più luminosi, più giocosi, più liberi.

Scopriamo insieme le più interessanti visitabili questa estate.

 

IN MOTION, M77, Milano

La personale MARCO PETRUS: IN‑MOTION, in mostra alla M77 Gallery di Milano dal 29 maggio al 12 settembre 2026, presenta 65 opere inedite in cui Marco Petrus indaga il movimento come principio generativo e percettivo, ispirandosi al dinamismo futurista di Bambina che corre sul balcone di Balla. Attraverso variazioni progressive, l’artista trasforma architetture e paesaggi urbani in sequenze astratte di linee e colori, dialogando con la pittura italiana del Novecento e con le logiche della mappatura digitale contemporanea. Il percorso alterna visioni aeree pulsanti, omaggi a maestri come Accardi, Capogrossi, Afro e Morandi, fino alle atmosfere sospese della serie Piscine, per concludersi con una riflessione intensa sulla Colonna senza fine di Brâncuși. L’ingresso alla mostra è libero e non è necessaria la prenotazione.

[A]MARE, Spazio Sintesi, Palermo

La mostra [A]MARE di Daniele Mazzoleni, curata da Stefania Morici e ospitata allo Spazio Sintesi di Palermo fino al 26 giugno 2026, esplora il legame profondo tra essere umano e acqua attraverso opere in resina e acrilico che trasformano il mare in simbolo di memoria, libertà ed empatia. L’artista, in dialogo con l’estetica Pop e con riferimenti al fotorealismo, cristallizza la scena in una purezza assoluta rendendo il paesaggio marino una presenza emotiva immediata . Le sue composizioni riflettono sulla fragilità degli ecosistemi e sulla responsabilità individuale, come sottolinea la curatrice: un viaggio che unisce mare e memoria, corpo e paesaggio per diffondere valori di cura e consapevolezza ambientale. L’esposizione, sostenuta dalla Settimana delle Culture, diventa così un racconto visivo che intreccia estetica, impegno sociale e biofilia, celebrando il Mediterraneo come spazio naturale e culturale condiviso.

LADIES AND GENTLEMEN, Palazzo dei Diamanti, Ferrara

Ferrara celebra i 50 anni dalla storica mostra del 1975-76 riportando a Palazzo dei Diamanti oltre 150 opere di Andy Warhol, tra acrilici, serigrafie, disegni e Polaroid, in una grande esposizione che rievoca Ladies and Gentlemen e ripercorre l’intera evoluzione della sua ritrattistica. Il percorso, organizzato dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, mette al centro il ciclo dedicato alle drag queen afro e latinoamericane — una svolta radicale che ha ridefinito il ritratto contemporaneo — e lo affianca a icone come Marilyn, Mao, Mick Jagger, Liza Minnelli, Mapplethorpe e Grace Jones, fino agli autoritratti che interrogano l’identità dell’artista.

MODIGLIANI SOTTOPELLE.QUATTRO CAPOLAVORI, Pinacoteca Agnelli, Torino

La mostra riunisce il Nu couché di Amedeo Modigliani, parte della Collezione Permanente della Pinacoteca Agnelli, insieme ad altri tre dipinti dell’artista provenienti dal Centre Pompidou di Parigi e dalla Staatsgalerie di Stoccarda. L’incontro tra queste opere permette di approfondire la ricerca pittorica di Modigliani attraverso nuove prospettive critiche. In programma fino al 13 settembre 2026, il progetto nasce da approfondite analisi scientifiche che hanno studiato la struttura delle tele, ricostruendo l’origine dei tessuti utilizzati dall’artista e offrendo un metodo innovativo per la datazione dei dipinti. L’esposizione, allestita nello Scrigno e parte del programma Beyond the Collection, è curata da Pietro Rigolo e Beatrice Zanelli.

IN GOOD COMPANY, Pinacoteca Agnelli, Torino

La Pinacoteca Agnelli dedica a Walter Pfeiffer la sua prima grande mostra istituzionale italiana, un percorso che dal 30 aprile al 13 settembre 2026 riunisce oltre cento fotografie a colori e in bianco e nero realizzate dagli anni Settanta a oggi. In Good Company, curata da Simon Castets e Nicola Trezzi, intreccia le serie più iconiche dell’artista con immagini inedite, restituendo la forza di una ricerca che ha ridefinito i codici della fotografia contemporanea. Tra nudi, ritratti, nature morte e paesaggi, Pfeiffer attraversa generi e immaginari con un linguaggio che unisce formalismo, sensualità e una vibrante energia cromatica, aprendo nuove strade nella rappresentazione delle identità queer e nella reinvenzione ironica e imperfetta dell’estetica della moda.

CARNALE, Centro Pecci, Prato

La mostra Carnale, visitabile dal 31 maggio al 30 agosto 2026, restituisce la complessità e la forza pionieristica dell’opera di Verita Monselles, fotografa che ha attraversato femminismo, moda e autorappresentazione con uno sguardo radicale e profondamente personale. Attraverso ritratti, nudi, nature morte e immagini di scena, l’esposizione ricompone le molte anime della sua ricerca: dalla critica ironica ai simboli patriarcali alla messa in scena di corpi femminili che rivendicano desiderio, autonomia e soggettività. Tra manichini, oggetti devozionali, animali impagliati e scenografie essenziali, Monselles decostruisce ruoli e stereotipi, trasformando la fotografia in un dispositivo politico e poetico insieme. Carnale riporta così all’attenzione una voce ancora attualissima, capace di intrecciare linguaggi della moda, pubblicità e performance per interrogare identità, potere e rappresentazione con una sensibilità che resta unica nel panorama italiano.

ROTTE. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli, Centro Pecci, Prato

In mostra fino al 1° novembre, la selezione espositiva ripercorre i percorsi artistici più significativi della collezione di Carlo Palli, attingendo a un vasto nucleo di opere provenienti dalla sua raccolta privata, dalla collezione Fluxus e dal corpus dedicato alla Poesia Visiva, tutte donate al Centro Pecci per arricchirne l’identità contemporanea. Le 150 opere in mostra raccontano un’idea di arte come gesto di rottura, radicata nelle avanguardie del Novecento e nelle loro eredità. Il percorso attraversa le sperimentazioni verbo‑visive del Gruppo 70, le azioni e le icone delle Neoavanguardie, le pratiche basate su processi creativi e scritture, le nuove declinazioni della pittura, l’attitudine interdisciplinare e giocosa di Fluxus, fino agli oggetti reinterpretati dal Nouveau Réalisme e agli ambienti reinventati dai Radicali, componendo un racconto continuo di linguaggi che sfidano regole e convenzioni.

DIVE E GIOIELLI IN SCENA, Museo del Gioiello, Vicenza

La nuova mostra temporanea del Museo del Gioiello di Vicenza, allestita nella Basilica Palladiana fino al 30 settembre, celebra i gioielli di scena creati dalla storica ditta milanese Corbella per le grandi dive della lirica del Novecento – da Maria Callas a Renata Tebaldi. Esposti diademi, corone, copricapi e monili teatrali in metallo dorato, paste vitree e strass, insieme a costumi, documenti d’epoca e preziosi materiali Rubelli, in un percorso che racconta l’eccellenza artigianale italiana e il ruolo di Corbella come fornitore dei principali teatri del mondo, dalla Scala alla Fenice. Tra i pezzi simbolo, la corona della Turandot del 1926 e una collana egizia appartenuta alla Callas. La mostra dialoga con documenti dell’Archivio Tullio Serafin e si affianca all’esposizione permanente “Gioiello–Italia”, dedicata alla tradizione orafa nazionale.

THE BREACH. IL MURO ROMPE IL SILENZIO, Palazzo Reale, Milano

La mostra The Breach. Il muro rompe il silenzio, dal 18 giugno al 13 settembre 2026, porta nelle sale dell’Appartamento dei Principi le opere site-specific di Paolo Troilo, maestro del finger painting iperrealista, che dialogano con la storia del palazzo attraverso reinterpretazioni delle antiche tappezzerie Rubelli trasformate in varchi simbolici tra passato e presente. Curato da Marco Meneguzzo con il contributo scientifico di Domenico Piraina e Simone Percacciolo, il progetto mette in scena un coro di figure che hanno abitato il Palazzo — da Leonardo da Vinci a Margherita di Savoia, da Maria José ai Visconti fino a Napoleone — evocando memorie, potere e fragilità contemporanee, mentre l’artista usa le dita come pennelli per far emergere una narrazione che intreccia identità, storia e interrogativi sul nostro tempo.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.