Caruso, solo pronunciarne il nome, altamente evocativo, ci introduce in un universo di valori che si legano l’uno con l’altro ed esprimono assoluta unicità, in nome di un concetto di luxury fuori dagli schemi.
CARUSO, PISCINA A SFIORO E VISTA MOZZAFIATO
A parte la location da fiaba, in un complesso storico del 1.100, a parte le bellezza di Ravello e del golfo di Salerno sul quale il Caruso affaccia, a parte la preziosa atmosfera di signorilità che si respira varcata la soglia del palazzo, Caruso, A Belmond Hotel è ancora uno di quei luoghi, rari, che amo definire “fortemente dotati di spiccata e coinvolgente emotività”.

Potremmo dire che i validi motivi per arrivare in questo magico rifugio sulla Costiera amalfitana siano davvero molteplici. Innanzitutto l’accoglienza superlativa, garantita dall’empatia e dal sorriso di chi, con passione e freschezza, con piglio professionale ma con altrettanta purezza e naturale attenzione ai dettagli, prepara e coordina ogni momento del vostro soggiorno. Senza forzature, senza strategie di marketing, ma con il savoir fare spontaneo di chi fa dello stile una ragione di vita: ovvero, Martina Caruso, Communication manager di estrema empatia, con il cognome casualmente identico a quello del grande tenore Enrico Caruso. E poi, tutti i componenti dello staff, dal primo all’ultimo, che si muovono con destrezza riservando attenzioni verso gli ospiti in maniera naturalmente rispettosa, senza comportamenti costruiti, senza alcuna invadenza, senza applicare il mansionario.
I corridoi, le ampie sale, le stanze e gli appartamenti, le ceramiche, i panorami mozzafiato sul golfo di Salerno e sui villaggi di Maiori e Minori sono solo una parte del tutto. È il Caruso nel suo complesso che ne riassume l’unicità complessiva.

È chiaro che per raggiungere simili livelli, contano non poco le linee guida di chi ha assimilato le regole dell’ospitalità luxury con passione, rigore e talento innato: non a caso la General Manager del Caruso, Iolanda Mansi, formazione alla Cornell University, il tempio internazionale del sapere, ovvero l’istituzione accademica che ha formato grandi direttori di albergo, si è contornata di uno staff manageriale capace di valorizzare un’offerta di alto livello, con attenzione estrema ai dettagli e cura estrema verso ogni esigenza della clientela. A cominciare da Ilario Bonzani, Food & Beverage manager di grande competenza, professionista di vecchia conoscenza, avendo guidato a Milano, Londra e in altre strutture prestigiose l’offerta fooddi importanti 5 stelle lusso.
IL PANTALEONE, IL GUSTO DEL TERRITORIO
A tale proposito, va detto che, oltre alla bellezza della location, dalla piscina a sfioro che spazia verso l’infinito fino alla vista senza uguali che si gode da ogni sala e da ogni posizione del Caruso, la vera forza del luogo è ben radicata nell’offerta food e di tutta la ristorazione, dal sontuoso breakfast al Grill al fine dining, fino al cocktail bar, l’Adagio.

L’Executive chef Armando Aristarco, a capo del ristorante gourmet del Caruso, il Pantaleone, è un mix di passione, talento innato, profonda cultura delle materie e sapiente utilizzo dei metodi di cottura. La sua purezza, lasciatemi usare questo termine, genera una linea di cucina che travalica i concetti abusati di tradizione-innovazione spostando coraggiosamente i contenuti della sua visione verso scoperte inedite di alto valore gustativo, senza preamboli e costruzioni iperboliche: l’entusiasmo e il senso di appartenenza fanno il resto. Un esempio della sua filosofia culinaria è rappresentato da quella che lo chef Armando definisce la sua Antiqua Cucina Nova. Un esempio? Lo squisito Risotto Hera nei campi, con pomodoro e olio extravergine del Cilento, o il Campo fiorito, una proposta di verdure e legumi cotte e crude che esprimono la grande varietà vegetale del territorio di Ravello, unita all’amore di Aristarco per la naturalità. E offrono un raro, armonioso esempio di cucina “verde”, che mi ha ricordato un piatto di Alain Ducasse nel suo Menù vegetale, che proponeva a Parigi nei ristoranti stellati della Dorchester Collection.
ARMANDO ARISTARCO GENIUS LOCI DEL CARUSO
Una cucina incisiva quella di Armando, senza fronzoli, che ben rappresenta la straordinaria offerta di un’area fortemente vocata al meglio, senza troppe elaborazioni ma con gli ingredienti che emergono imperiosamente, sempre dalla parte dei sapori: ‘A Lasagna, lo Scampo e l’Agnello offrono l’idea concreta di cosa intenda Armando per “semplicità della vera tradizione” e “sincerità delle materie prime del passato”.

Oltre al Pantaleone, il Caruso declina la cucina di Aristarco con le proposte del Grill, la cui cucina, aldilà di ogni scenografia, esprime piatti golosi e raffinati che regalano emozioni e fanno sentire il respiro del territorio. Il Grill è nelle mani di uno dei secondi di Armando, il bravo e capace Alfonso Sorrentino e da Christian De Sario, con una parte della brigata. Piatti più semplici, poche elaborazioni, pizze croccanti, tanto pesce e una Parmigiana di melanzane da urlo, da abbinare ai migliori vini campani o alle tante etichette, inedite o blasonate, proposte da Diego Apicella, Sommelier colto e mai impositivo, autorevole e sensibile suggeritore che lascia libero il cliente di spaziare in una carta dei vini magistrale con una selezione impressionante di Champagne, da Ruinart, alle Grand Cuvée fino ai Clos du Mesnil e Clos d’Ambonnay di Krug.

Anche al Grill, come al Pantaleo, così come al fantastico breakfast, i profumi locali portano l’ospite in un mondo fascinoso, fatto di storia, persone, sapori. All’insegna di quella unicità che il Caruso sa regalare a chi è in cerca di lusso autentico, figlio di una natura generosa e dell’ingegno di un gruppo di lavoro appassionato e rigoroso. In uno spazio che esprime il vero luxury in ogni sua sfaccettatura di luce e di materia.




