“Io sono LEONOR FINI” : la retrospettiva sull’eclettica sfinge del Novecento italiano

Dal 20 marzo fino al 22 giugno, il Palazzo Reale di Milano ospita la mostra “Io sono LEONOR FINI” curata da Tere Arcq e Carlos Martín, una retrospettiva che esplora lo sfaccettato universo creativo e personale dell’artista italiana, corteggiando e stregando lo spettatore.

Io sono LEONOR FINI (autoritratto con cappello rosso)

Un viaggio all’interno dell’immaginario di una creatura onirica.

Artista poliedrica e multiforme, Leonor Fini, è stata una figura di spicco del mondo intellettuale italiano del Novecento, capace di immortalare nel suo operato artistico un mondo di sogni malinconici e vibranti.

La mostra ci accompagna attraverso diverse sezioni tematiche all’interno della mente di una sfinge, un po’ donna un po’ felina, un po’ surrealista un po’ simbolista, decisamente artista ma a volte anche musa, capace di destreggiarsi tra pittura, scrittura, moda e design, rifiutando qualsiasi forma d’etichetta e mantenendo sempre il suo personalissimo graffio. 

La mostra curata da Tere Arcq e Carlos Martin alterna alle opere di Leonor Fini, fotografie e filmati di repertorio che ci raccontano la storia di una donna che ha reso la sua stessa vita la sua più grande opera d’arte, a ricordarcelo sono anche gli specchi distribuiti tra un’opera e l’altra, il nostro riflesso, immerso tra i dipinti, ci sottolinea che anche noi “siamo” e ci da il modo di “assaporare la nostra immagine” proprio come Leonor amava fare durante i balli a cui partecipava.

La moda, il cinema, il design e le collaborazioni con altri sognatori.

Abituata a doversi camuffare per nascondersi dal padre che voleva rapirla, Leonor Fini ha fatto delle trasformazioni e delle maschere il suo marchio di fabbrica. L’esposizione ci mostra tramite le foto alcuni dei travestimenti ideati e realizzati da Leonor Fini, che sfoggiava nelle occasioni più disparate. La maschera non è più un nascondiglio, ma anzi diventa uno strumento per raccontare il proprio mondo interiore audace e mutevole.

Questa sua passione per i travestimenti la porta a lavorare come costumista per il cinema e per il teatro, la sua collaborazione più celebre è quella con Federico Fellini nel suo capolavoro 8 ½ per il quale Leonor Fini realizza diversi costumi di scena alcuni dei quali esposti nelle sale di Palazzo Reale.

Federico Fellini non è però l’unico artista a collaborare con la pittrice, la stilista Elsa Schiaparelli sceglie proprio lei per disegnare la boccetta del celebre profumo “Shocking”, un busto di donna decorato da un metro da sarta e da una corona di fiori disordinatamente intrecciati, proprio come uno dei travestimenti che lei era solita indossare.

Una delle sale dedicate alle foto di repertorio – Palazzo Reale, Milano

Un esempio moderno di autodeterminazione femminile

La mostra su Leonor Fini a Palazzo Reale è un’opportunità unica per raccontare la storia di un’artista straordinaria che ha saputo sfuggire ai paradigmi e agli archetipi imposti alle donne nel Novecento. Una donna che attraverso le sue scelte, ma sopratutto la sua arte, si è autodeterminata in maniera libera, senza dover ricoprire un ruolo specifico così nella sua vita personale come in quella professionale, lasciando spazio all’espressione delle sue diverse sfumature.

 

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.