Pradasphere arriva a Milano, e lo fa per rimanerci

Fu aperta all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II la prima boutique dei fratelli Mario e Martino Prada. Era il 1913. Ed è proprio partendo da quelle mura che oggi Milano ospita Pradasphere, il primo spazio permanente e immersivo della maison.


L’ingresso accanto alla vetrina di Marchesi 1824 permette di salire al piano nobile di Prada Galleria e di ritrovarsi catapultati in uno spazio che sembra essere tornato indietro nel tempo di un secolo. Reperti storici, documenti ufficiali della corona italiana, lo stemma reale utilizzato per il logo a partire dal 1922, fotografie in bianco e nero del negozio fanno da parete alla prima stanza, in cui vengono mostrati i primi bauli per le traversate in piroscafo firmati Fratelli Prada, un logo che oggi viene ripreso dalla maison per onorare quella memoria remota ma viva. Valigie e accessori da viaggio, quali specchi, flaconi e spazzole, realizzati in pelle e nei materiali più pregiati, sono segnati dal tempo ma ancora in perfette condizioni.

Il percorso procede con le prime borsette in coccodrillo e l’iconica linea in nylon, introdotta a metà degli anni ’80 da Miuccia Prada, alla guida del marchio dal 1978, ereditandolo dalla madre Luisa, a sua volta subentrata al fondatore e nonno Mario Prada. Zaini, borsoni e piccola pelletteria riportano il famoso triangolo in metallo, ancora oggi simbolo di una casa di moda che sulla semplicità, austerità e qualità continua a gettare le sue basi.

Proseguendo, ci si imbatte in oltre cent’anni di creatività attraverso capi d’archivio mai esposti prima, tra borse, calzature, gioielli e abiti dai colori più sgargianti e dalle forme più interessanti. Un’intera sala è dedicata alla gonna, da sempre elemento fondamentale nelle collezioni di Miuccia. Gonne ampie e a vita alta che volteggiano su più livelli si presentano con i materiali e le decorazioni più disparate: piume, fili di metallo, strass, pailettes di ogni dimensione, fiori colorati e anche specchi applicati.

Abbandonando il primo piano, il tunnel sotterraneo che unisce lo store uomo a quello donna ci pone dinnanzi una dozzina di vetrine mostrano oggetti, cortometraggi, cartoline e progetti che hanno contribuito a rendere Prada quello che rappresenta oggigiorno. Un esempio? Il primo telefono touch creato a fine 2006 insieme a LG, un vero pezzo da collezione che, tuttavia, non ha avuto il successo meritato per colpa del tempismo: qualche mese più tardi, Apple annunciò la nascita dell’iPhone. O, ancora, una teca contenente alcuni dei più raffinati inviti per le sfilate Prada in passato, realizzati con diverse tipologie di carta e colori. Oppure, per finire, l’abito Chandelier, il costume più iconico ed emblematico del film Il Grande Gatsby (2013) e indossato da Carey Mulligan nei panni di Daisy Buchanan durante la cruciale scena del ballo.

Prada Galleria trasforma la memoria della maison in un’esperienza da vivere e attraversare, da osservare e ascoltare, secondo un progetto nato dal successo delle precedenti mostre itineranti, come quelle a Londra, Hong Kong e Pradasphere II a Shanghai nel 2023, e trasformandosi in un’esposizione stabile e aperta a tutti, professionisti del settore e amanti della moda. Quella vera, quella magica, quella che ancora è capace di stupire, anche dopo 113 anni.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.