Maranello è il set della campagna SS26 di Ferrari

Ferrari svela gli spazi di dove tutto è iniziato per dare luogo alla campagna Spring Summer 2026. Maranello è il luogo dove, ogni giorno da ottant’anni, l’ingegneria diventa identità e la performance si trasforma in estetica, un “santuario per la velocità”. Fotografata da Robin Galiegue, la campagna mette in scena un dialogo serrato tra moda, meccanica e movimento, esplorando per la prima volta location inedite che appartengono al cuore produttivo della Casa.

 

La SS26 segna un debutto assoluto: la pista di Fiorano, storicamente riservata ai test delle vetture, diventa per la prima volta il set di una campagna pubblicitaria. Qui, moda e motori si intrecciano senza mediazioni. L’asfalto, le traiettorie e la luce radente del circuito amplificano la tensione tra forma e velocità, trasformando lo spazio tecnico in un palcoscenico estetico. Accanto al circuito, la campagna si sviluppa anche nel building che ospita l’Endurance e Corse Clienti, un luogo normalmente dedicato alla cura e alla custodia delle monoposto dei clienti Ferrari. È un ambiente che raramente si apre all’esterno e che, proprio per questo, conferisce al progetto un’aura di esclusività.

La narrazione costruita da Galiegue segue un percorso preciso. Si parte dagli interni bianchi e immacolati dell’officina, spazi che custodiscono le vetture come opere d’arte in una camera di sospensione. Qui la bellezza è contemplazione, precisione, silenzio. La sequenza si sposta poi nel cuore metallico di un montacarichi industriale, un luogo di transizione che prepara al passaggio finale: l’apertura verso l’esterno, dove la velocità prende forma e la materia si accende.

Per Rocco Iannone, Direttore Creativo di Ferrari dal 2019, la campagna è la naturale prosecuzione della narrazione iniziata in passerella. Ora quelle figure ritornano con una nuova profondità: osservano le vetture come creazioni da studiare e poi le vivono come estensioni del proprio gesto. I modelli Rosalieke Fuchs, Diane Chiu, Athiec Geng, Vasko Luyckx e Bai Ruien incarnano questa dualità, muovendosi tra disciplina, lucidità e istinto.

Le silhouette che incontriamo negli scatti sono pulite, verticali, aerodinamiche, pensate per suggerire direzione e avanzamento. I tagli precisi permettono ai materiali di emergere sotto una luce controllata, mentre la palette cromatica segue un crescendo narrativo: dal bianco puro degli interni al rosso Ferrari e alle tonalità bruciate del circuito. È una moda che non cerca l’eccesso, ma la riduzione all’essenziale, la stessa che guida l’ingegneria delle vetture. Abbigliamento, accessori e automobili condividono un linguaggio comune: disciplina, concentrazione, finalità.

Ambientare la campagna nei luoghi in cui le auto vengono progettate, custodite e testate non è un semplice gesto estetico. È una dichiarazione di identità: la moda Ferrari nasce dove nasce la sua ingegneria, e ne assorbe la cultura, la precisione, la tensione verso la performance. La Spring Summer 2026 posiziona così Ferrari nel centro pulsante della sua eredità. A Maranello, la bellezza non resta immobile. Accelera.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.