Chanel fa sfilare la FW26 tra colori e gru a torre

Favolose modelle di tutte le età e provenienze hanno attraversato la passerella pulita voluta da Matthieu Blazy per rappresentare al meglio la collezione Autunno/Inverno 2026 di Chanel. Lo spettacolo è stato aperto da Stephanie Cavalli: nata a Ostia da padre italiano e madre di Guadalupe, Stephanie ha cinquant’anni ma emana una luce e una femminilità fuori dagli schemi. Ricci voluminosi, make-up naturale, tailleur nero in maglia, tacchi bicolore, borsa a spalla: è così che Blazy l’ha voluta per comunicare lo stile Chanel, sobrio, raffinato, ma anche maturo.

La sfilata è proseguita con l’ormai famosissima Bhavitha Mandava, musa del direttore creativo nominata Ambassador della maison. “Chanel è da sempre un simbolo della donna moderna e dinamica, uno spirito in cui mi riconosco profondamente e che sono orgogliosa di incarnare. La visione di Matthieu per la Maison porta con sé un autentico senso di gioia, bilanciato con attenzione e rispetto per la sua eredità. Sono davvero onorata di far parte di questo nuovo capitolo di Chanel e di entrare come ambassador in una Maison che occupa un posto speciale nel mio cuore”, ha affermato la modella.

 

Tra colorate gru a torre, le vite si sono abbassate vertiginosamente, i volumi sono diventati generosi, le tasche si sono moltiplicate, i bomber hanno iniziato a riflettere un gusto sportivo, le camelie sono apparse su calzature, le fantasie si sono mescolate, il classico e iconico tweed è stato proposto in diverse tonalità. Come sempre, da 116 anni, Chanel si prepara a vestire donne capaci di essere seducenti ed eleganti, professionali e alla moda, moderne ma anche classiche.

In prima fila ad assistere allo show, Margot Robbie, Olivia Dean, Kylie Minogue, Jennie, Oprah Winfrey, Eileen Gu, Lily-Rose Depp, Teyana Taylor, Lori Harvey, oltre a tanti altri friends of the house.

Chanel è un paradosso. Chanel è funzione, Chanel è finzione. Chanel è sensata, Chanel è seducente. Chanel è giorno, Chanel è notte. Rappresenta la libertà di scegliere tra il bruco e la farfalla ogni volta che lo si desidera. Vorrei creare una tela su cui le donne possano essere, senza scuse, ciò che sono e ciò che vogliono essere“, commenta Blazy.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.