Bottega Veneta e Fondazione Pier Luigi Nervi portano la videoarte alla Biennale di Venezia

Dal 9 maggio al 7 giugno, in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, Bottega Veneta sostiene If All Time Is Eternally Present, progetto collaterale che trasforma Palazzo Nervi Scattolin in un palcoscenico urbano dedicato alla videoarte. La rassegna, curata da Marta Barina e Chiara Carrera e presentata dalla Fondazione Pier Luigi Nervi, riunisce opere di Tai Shani, Meriem Bennani & Orian Barki e Kandis Williams, offrendo alla città un’esperienza notturna in cui immagine in movimento, architettura e spazio pubblico si intrecciano in modo inedito.

L’iniziativa inaugura un percorso espositivo della Fondazione volto a esplorare il dialogo tra pratiche artistiche contemporanee e ambiente costruito. È un’estensione naturale dell’impegno dell’istituzione nel preservare e reinterpretare criticamente l’eredità di Pier Luigi Nervi, figura che ha saputo fondere con maestria estetica e ingegneria. Il titolo della mostra, tratto dai Four Quartets di T. S. Eliot, introduce una riflessione sulla percezione del tempo e sulla sua ciclicità, un tema che risuona con la natura stessa del progetto: un’indagine sul presente attraverso la lente dell’architettura modernista e della videoarte.

Il supporto esclusivo della maison nata nel 1966 a Vicenza, oggi parte del gruppo Kering, riflette un legame profondo con Venezia e un impegno costante nella promozione culturale. Sotto la direzione creativa di Louise Trotter, Bottega Veneta continua a investire in progetti che ampliano l’accessibilità e la partecipazione, offrendo alla città nuove forme di fruizione artistica.

Commissionato nei primi anni Sessanta come sede della Cassa di Risparmio di Venezia e completato nel 1972, Palazzo Nervi Scattolin rappresenta uno dei rari esempi di modernismo nel tessuto storico veneziano. La sua presenza testimonia un momento in cui la città sperimentava nuove visioni di rinnovamento culturale e intratteneva un dialogo vivace con altri centri internazionali, in particolare New York. La scelta di proiettare le opere sulla sua facciata non è solo scenografica: è un modo per riattivare il ruolo dell’edificio come luogo di incontro, trasformandolo in un dispositivo che mette in relazione pubblico e privato, passato e presente, locale e globale.

La mostra presenta tre lavori che affrontano temi urgenti della contemporaneità attraverso linguaggi e sensibilità differenti.

Kandis Williams – A Travel Guide: Black Gothic in South Korean Horror (2025)

Nuova produzione dell’artista, il film intreccia genealogie musicali afroamericane e coreane, esplorando regimi di potere, sorveglianza, governance razzializzata e forme di violenza ereditata. Strutturato come un collage multisorgente, segue Williams nel suo viaggio in Corea del Sud, trasformando lo spostamento geografico in un’indagine politica e culturale.

Meriem Bennani & Orian Barki – 2 Lizards (2020)

Serie animata in otto episodi realizzata durante i primi mesi della pandemia, racconta la vita a New York attraverso due avatar-lucertole antropomorfi. Il tono, insieme ironico ed empatico, restituisce la complessità emotiva di un periodo sospeso, filtrato attraverso un linguaggio visivo immediato e profondamente contemporaneo.

Tai Shani – My Bodily Remains, Your Bodily Remains and All the Bodily Remains that Ever Were and Ever Will Be (2023–2026)

Nuova produzione derivata dall’omonimo film del 2023, combina una colonna sonora originale di Maxwell Sterling e Richard Fearless con animazioni digitali di Adam Sinclair. L’opera esplora corpo, memoria e immaginazione attraverso un’estetica immersiva e stratificata.

La dimensione serale della rassegna sposta l’esperienza dalla logica del consumo museale a quella dell’incontro collettivo. Le opere, proiettate all’aperto, si innestano nel tessuto urbano e rendono visibili le intersezioni tra identità, potere, migrazione, globalizzazione e sorveglianza. Le artiste diventano interpreti del nostro tempo nella sua dimensione più sensoriale e soggettiva, in sintonia con il tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys.

In Campo Manin, le prospettive degli artisti, da Baltimora a Berlino, da Rabat a New York, si intrecciano con quelle degli spettatori, trasformando la piazza in un luogo di scambio e riflessione. If All Time Is Eternally Present diventa così un esempio virtuoso di come arte, architettura e comunità possano dialogare, rinnovando lo spirito di apertura e sperimentazione che ha segnato la stagione modernista veneziana.

Sotto la Direzione Creativa di Louise Trotter, la sponsorizzazione della mostra da parte di Bottega Veneta si sviluppa a partire dal legame profondo della maison con Venezia, nonché dal suo impegno di lunga data nella promozione culturale e nel dialogo. Con la sua ambientazione in una piazza pubblica e la presentazione notturna, If All Time Is Eternally Present propone un nuovo modello di accessibilità e partecipazione nel contesto della Biennale. Curato dalle veneziane Marta Barina e Chiara Carrera, il progetto afferma al contempo la vitalità creativa contemporanea della città, riflettendone il passato e il presente come luogo unico di scambio interculturale”, racconta la Maison.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.