Addio a Mariano Rubinacci

Ricorderemo Mariano Rubinacci per mantra e filosofie di vita, come “Il buon gusto non cambia”, oppure “l’abito giusto al posto giusto”. O ancora, “Il lavoro è il mio hobby”. Per lui, l’eleganza era un linguaggio, e come ogni linguaggio aveva le sue regole. Pur osservando con indulgenza l’evoluzione dei costumi, comprese le sneaker, ormai inevitabili nel guardaroba di un uomo, non avrebbe mai accettato di vederle sotto uno smoking.

La moda maschile italiana può dire di aver perso uno dei suoi interpreti più raffinati e visionari: scomparso a 83 anni, Rubinacci è stato erede e innovatore di una tradizione sartoriale che ha contribuito a rendere Napoli un punto di riferimento internazionale dell’eleganza. La giacca alla napoletana, con la manica ’a mappina, spalla naturale e tasca a toppa, fu invenzione del padre Gennaro Bebè Rubinacci negli anni Trenta, ma fu Mariano a trasformarla in un simbolo globale, riconoscibile e desiderato da aristocratici, collezionisti, uomini di potere e icone dello stile.

La storia della maison nacque quando Bebè aprì la prima bottega a Chiaia. Uomo colto, curioso, perfettamente inserito nella vita culturale dell’epoca, vestì figure come Vittorio De Sica, Curzio Malaparte, Eduardo De Filippo, Umberto di Savoia. Il marchio, inizialmente, portava il nome di London House, in omaggio ai tessuti inglesi e alla capitale britannica, ma negli anni Sessanta, sotto la guida di Mariano, la maison assumerà definitivamente il nome Rubinacci. Mariano s’impegnò nel portare oltre i confini italiani il savoir faire di famiglia.

Dietro l’immagine impeccabile, Rubinacci era un uomo profondamente legato alla famiglia: la moglie Barbara, i quattro figli Alessandra, Marcella, Luca e Chiara, e una comunità di collaboratori che considerava parte integrante della sua vita. A 80 anni, invece di rallentare, sorprese tutti inaugurando una nuova factory sostenibile e ad alta tecnologia nella periferia di Napoli.

Uno dei capitoli più significativi della sua carriera è stata, senza dubbio, l’apertura della boutique di Mount Street, nel cuore di Mayfair, a Londra, attiva ancora oggi. Un’impresa resa possibile anche grazie all’amicizia con Lord Rothschild, che gli aprì le porte della società londinese più esclusiva. Mariano amava dire di aver creato un negozio “più inglese di quelli britannici”. E aveva ragione: la sfida fu vinta. Le sue giacche, i suoi tessuti, la sua interpretazione del gusto mediterraneo applicato alla classicità britannica conquistarono aristocratici, reali, diplomatici, uomini di finanza e dello spettacolo. Non a caso, alcune sue creazioni sono conservate nella collezione permanente del Victoria & Albert Museum, un riconoscimento che pochi sarti al mondo possono vantare. Dopo Londra, arrivò anche il riconoscimento del Fashion Institute of Technology di New York.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.