Si chiama Palazzo delle Scintille la storica costruzione dove, in questi giorni, viene ospitata la più ampia esposizione mai organizzata da Patek Philippe. E infatti, proprio di scintille stiamo parlando. Quelle che si possono ammirare incastonati negli orologi protagonisti della settima edizione della Watch Art Grand Exhibition portata dalla maison ginevrina proprio a Milano, in un palazzo che, negli anni, ha assunto varie funzioni e che è stato ristrutturato e riaperto proprio per questa prestigiosa occasione.

Aperta fino al 18 ottobre in modalità gratuita, la mostra occupa oltre 2.900 metri quadrati sotto la spettacolare cupola del CityOval di CityLife e accompagna il visitatore in un vero e proprio viaggio immersivo attraverso quindici ambienti tematici che ricreano alcuni dei luoghi simbolo dell’universo Patek Philippe, dalla storica sede di rue du Rhône fino alla manifattura di Plan-les-Ouates e al celebre museo della maison a Ginevra.
Un omaggio all’Italia, mercato da sempre strategico per la maison svizzera. Non è un caso che proprio Milano sia stata selezionata come tappa di questo format itinerante che negli anni ha fatto tappa a Dubai, Monaco di Baviera, Londra, New York, Singapore e Tokyo. Per Patek Philippe, l’Italia rappresenta una delle comunità di collezionisti più competenti e appassionate, capaci di comprendere il valore della tradizione artigianale e dell’innovazione tecnica che caratterizzano la maison fin dal 1839.

Il percorso espositivo riunisce oltre 500 segnatempo e oggetti storici, offrendo una panoramica completa sulla produzione contemporanea del marchio e sul suo straordinario patrimonio culturale. Tra i pezzi più importanti figurano numerosi capolavori provenienti dal Patek Philippe Museum di Ginevra, inclusi rari orologi storici che raccontano l’evoluzione dell’orologeria dal XVI secolo fino ai giorni nostri.
Grande protagonista è naturalmente anche l’universo delle complicazioni. Una sezione dedicata presenta alcuni dei modelli più iconici realizzati dalla manifattura, dalle supercomplicazioni ai grandi orologi con suoneria, mentre artigiani e maestri orologiai mostrano dal vivo tecniche e processi che si celano dietro la realizzazione di questi capolavori meccanici.

Per l’edizione 2026, la maison ha inoltre scelto di esporre diverse novità in serie limitata dedicate al mercato italiano. Tra queste spicca il nuovo Cronografo con Calendario Perpetuo Istantaneo Ref. 5978P-010, presentato in anteprima mondiale e prodotto in una serie limitata di 120 esemplari. Un segnatempo che sintetizza la filosofia tecnica di Patek Philippe, abbinando un sofisticato calendario perpetuo istantaneo a un cronografo a carica manuale racchiuso in una cassa Calatrava in platino dal design essenziale e contemporaneo.
Ma il cuore emozionale della manifestazione è senza dubbio rappresentato dalla straordinaria collezione di Alto Artigianato ideata esclusivamente per il mercato italiano. Venticinque creazioni tra orologi da polso, orologi da tasca e celebri pendole Dôme celebrano il patrimonio artistico e culturale della Penisola attraverso tecniche come smalto cloisonné, pittura miniata, incisione a mano, guillochage, intarsio in legno e incastonatura.

Dalla Costiera Amalfitana al Lago di Como, dalla Toscana alla Sicilia, passando per Venezia, Ravenna e Milano, ogni creazione trasforma il quadrante in una tela preziosa. Spiccano le opere dedicate alla città di Milano, reinterpretata attraverso una raffinata rappresentazione cartografica con il Duomo al centro, così come i modelli ispirati ai mosaici ravennati, ai merletti di Burano, alla tradizione del vetro di Murano e alla figura di Dante Alighieri.

Più che una semplice esposizione, la Watch Art Grand Exhibition è un viaggio all’interno della cultura del tempo secondo Patek Philippe. In un’epoca in cui il vero lusso risiede sempre più nell’autenticità, nell’artigianalità e nella trasmissione del sapere, la maison ginevrina sceglie Milano per raccontare la propria storia attraverso l’eccellenza tecnica e artistica. Il risultato è una delle più importanti manifestazioni orologiere mai ospitate in Italia, capace di parlare non soltanto ai collezionisti, ma a tutti gli amanti della bellezza e del saper fare.





