Jim Jarmusch, left, and Toni Servillo pose for photographers upon arrival at the awards ceremony of the 82nd edition of the Venice Film Festival in Venice, Italy, on Saturday, Sept. 6, 2025. (Photo by Scott A Garfitt/Invision/AP)

I vincitori di Venezia 82

Lo scorso weekend, si è conclusa la 82° edizione del Festival del Cinema di Venezia, undici giorni di pura commozione, sentiti applausi, profonde riflessioni e tanta, tanta cultura, culminati con il giudizio della giuria capitanata dal regista e sceneggiatore statunitense Alexander Payne.

Il Leone D’Oro, il premio più prestigioso, è stato consegnato a Father Mother Sister Brother, pellicola in gara del regista statunitense Jim Jarmusch, anche compositore della colonna sonora, che racconta, in modo ironico, relazioni familiari complesse e situazioni unconventional. Si tratta di una commedia drammatica della durata di 110 min a struttura antologica composta da tre episodi (“Father”, “Mother”, “Sister Brother”) ambientati nel presente nel Nord-Est degli Stati Uniti, a Dublino e a Parigi, con un cast d’eccezione: da Tom Waits a Cate Blanchett, da Adam Driver a Vicky Krieps, da Mayim Bialik a Charlotte Rampling, da Indya Moore a Luka Sabbat, tra gli altri.

Director Jim Jarmusch accepts the Golden Lion for best film for ‘Father Mother Sister Brother’ during the awards ceremony of the 82nd edition of the Venice Film Festival in Venice, Italy, on Saturday, Sept. 6, 2025. (Photo by Alessandra Tarantino/Invision/AP)

 

Il Gran premio della giuria, invece, è il secondo premio, ed è andato alla regista tunisina Kaouther Ben Hania per il suo docudrama The voice of Hind Rajab, un emozionante ritratto della bambina palestinese di sei anni che a gennaio del 2024 fu uccisa durante un’operazione dell’esercito israeliano nel nord della Striscia di Gaza, incastrata in un’auto sotto bombardamenti, dopo aver contattato la Società della Mezzaluna Rossa Palestinese in un disperato tentativo di salvezza. Particolarmente d’impatto, l’utilizzo delle registrazioni dell’autentica chiamata di emergenza.

Director Kaouther Ben Hania accepts the grand jury prize for ‘The Voice of Hind Rajab’ during the awards ceremony of the 82nd edition of the Venice Film Festival in Venice, Italy, on Saturday, Sept. 6, 2025. (Photo by Alessandra Tarantino/Invision/AP)

 

Un altro regista americano ha vinto il Leone d’argento per la Miglior Regia. Parliamo di Benny Safdie, al suo debutto come unico regista, per The Smashing Machine. Il film esplora lo sguardo interiore di Mark Kerr, interpretato da Dwayne “The Rock” Johnson, raccontando la parabola di gloria e caduta, il dolore fisico e mentale, la dipendenza dagli antidolorifici e un rapporto coniugale complicato, suscitando una standing ovation di 15 minuti in sala.

Benny Safdie accepts the Silver Lion for best director for ‘The Smashing Machine’ during the awards ceremony of the 82nd edition of the Venice Film Festival in Venice, Italy, on Saturday, Sept. 6, 2025. (Photo by Alessandra Tarantino/Invision/AP)

 

Passando ai migliori attori, l’italiano Toni Servillo, protagonista in La Grazia di Paolo Sorrentino, e la cinese Xin Zhilei, volto di The sun rises on us all di Cai Shangjun, si sono guadagnati la Coppa Volpi, riconoscimento che, dal 1935, va alla migliore interpretazione maschile e femminile e che prende il nome da Giuseppe Volpi, conte veneziano e fondatore del Festival.

Toni Servillo accepts the Coppa Volpi award for best actor for ‘La Grazia’ during the awards ceremony of the 82nd edition of the Venice Film Festival in Venice, Italy, on Saturday, Sept. 6, 2025. (Photo by Alessandra Tarantino/Invision/AP)

 

Il premio per la miglior sceneggiatura lo hanno vinto Valérie Donzelli e Gilles Marchand per À pied d’œuvre, un dramma biografico francese basato sull’autobiografia di Franck Courtès, scrittore e fotografo francese, classe 1964. La pellicola si focalizza sul personaggio di Paul,  fotografo affermato di circa 42 anni che decide di abbandonare la sua vita agiata per realizzare il sogno di diventare scrittore, intraprendendo una strada difficile.

Il Premio speciale della giuria è andato a Sotto le nuvole, documentario in bianco e nero sui Campi Flegrei di Gianfranco Rosi. Ambientato nel napoletano, sarà disponibile nelle sale a partire dal 18 settembre.

Il Premio Marcello Mastroianni, da sempre assegnato ad attori emergenti, è stato vinto da Luna Wedler, attrice svizzera di origini tedesche oggi tra le più talentuose del panorama europeo e protagonista di Silent Friend, diretto e sceneggiato dalla nota cineasta ungherese Ildikó Enyedi. Il Leone del futuro per la miglior opera prima è stato consegnato a Short Summer, della regista tedesca di origini russe Nastia Korkia; un film che segue la quotidianità di Katya, una bambina di otto anni che trascorre l’estate con i nonni nelle campagne russe durante il periodo di guerra.

Infine, l’intenso dramma-thriller En el camino, a cura del messicano David Pablos, ha vinto il premio come miglior film della sezione Orizzonti, dedicata a film e cortometraggi rappresentativi di nuove tendenze estetiche, e il Queer Lion Award, rivolto a pellicole LGBTQIA+ di rilievo, per via della storia di due uomini che si incontrano nel mondo dei camionisti che viene trattata dal regista.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.