Samsung fa le cose in grande

Stupire con effetti speciali e con l’unicità: questa la strategia di Samsung per l’inizio del 2026 con la TV da 130 pollici che diventa arredamento e lo smartphone TriFold che permette di avere l’ufficio in tasca

di Luigi Melita

 

Samsung ha iniziato il 2026 battendo i piedi sulla scena tech per ribadire, a fronte dell’avanzata dei concorrenti cinesi, l’intenzione di spingersi sempre più in alto. Lo fa creando una simbiosi tra la tecnologia, nascosta alla vista, e il design unito a una ricerca dell’effetto wow.

In un mondo in cui il lusso è sempre più sensazione, il brand coreano si prepara a debuttare con due oggetti unici: una TV Micro RGB da 130 pollici e uno smartphone TriFold che si trasforma in un vero tablet.

Il Micro RGB da 130 pollici non è solo un televisore, ma si trasforma in oggetto d’arredamento, quasi architettonico se consideriamo le dimensioni. Il pannello è incastonato in una struttura che è diventa, inevitabilmente, parte del design della stanza. Grande quanto una parete, trasforma qualsiasi ambiente in una sala intrattenimento: la sera, con gli amici, diventa cinema o un’esperienza immersiva allo stadio. Di giorno, invece, può essere anche arte, proiettando quadri e immagini statiche sul display.

La sua tecnologia è fatta da micro LED che rendono possibile ottenere qualità dell’immagine, luminosità e definizione ai massimi livelli anche su un pannello così grande.

Il prezzo resta volutamente fuori scala, ma è proprio questo il punto: non è un prodotto per tutti, è una dichiarazione di intenti per chi vorrà fare della TV l’elemento centrale dell’ambiente dove la si posiziona.

Dalla casa alla tasca, Galaxy Z TriFold, appena lanciato in USA al prezzo record di 2.899 dollari, racconta invece una nuova idea di compagno digitale per la produttività e l’intrattenimento.

In un mondo sempre più abituato agli smartphone pieghevoli, l’idea per distinguersi è quella di uno smartphone con doppia cerniera che permette di ripiegare un pannello, equivalente a tre schermi, nello spazio di un singolo display.

Da chiuso risulta discreto ed elegante, da aperto stupisce per lo schermo che supera le costrizioni dei classici smartphone. Per chi vive tra lounge e aeroporti, incontri d’affari e tavoli di design, il vantaggio è enorme: dai progetti ai fogli di calcolo, l’esperienza d’uso diventa quasi quella di un computer, con il vantaggio di poterlo ripiegare e mettere in tasca.

A prescindere che si parli della TV da 130 pollici o dello smartphone, poi, l’intelligenza artificiale diventa onnipresente. Sul TriFold l’AI organizza lo spazio di lavoro quando lo schermo si apre, trasforma una conversazione in appunti o un testo in una presentazione pronta all’uso. Quasi un concierge digitale…

Sulla TV MicroLED, invece, l’intelligenza artificiale è al servizio sia della qualità dell’immagine, sia della casa connessa.

Analizza in tempo reale il tipo di contenuto e la qualità della sorgente per regolare automaticamente luminosità, contrasto e resa cromatica, ma è anche un assistente vocale che stupisce con effetti speciali: può eliminare la voce dei commentatori da una partita, oppure amplificarla eliminando il brusio del pubblico.

In entrambi i casi, l’AI non è più una funzione accessoria, ma assume un’importanza sempre maggiore al pari dell’hardware e lo fa in maniera non invasiva e più naturale.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.