LG Prada, il pioniere dimenticato che precedette l’iPhone

Quando si parla della nascita degli smartphone moderni, il merito viene quasi sempre attribuito all’iPhone. Eppure, prima che Steve Jobs salisse su quel famoso palco, con il suo dolcevita scuro, nel gennaio 2007 per presentare il dispositivo destinato a rivoluzionare il mondo, un altro telefono aveva già mostrato al mondo quale sarebbe stato il futuro della telefonia mobile. Si chiamava LG Prada KE850, venne annunciato alla fine del 2006 e fu il primo cellulare a combinare un display touchscreen capacitivo con un’interfaccia progettata per sfruttarlo realmente.

Un primato che oggi in pochi ricordano, oscurato dal successo senza precedenti ottenuto dall’iPhone pochi mesi dopo, ma che oggi viene esposto come fosse una reliquia all’interno di Prada Galleria, precisamente in una delle teche, allestite in occasione di Pradasphere, che si trovano nel tunnel che collega la boutique uomo a quella donna in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.

Il design era essenziale e minimale, dominato da un ampio schermo touch e da pochi pulsanti fisici posizionati sotto il display. Il dispositivo offriva funzionalità che all’epoca erano considerate estremamente innovative: browser web, Bluetooth 2.0, supporto alle schede microSD e una fotocamera da 2 megapixel con flash integrato e registrazione video. Un dettaglio non da poco, considerando che il primo iPhone non disponeva né del flash né della possibilità di registrare filmati.

In un settore ancora dominato da tastiere fisiche e dispositivi dalle forme ingombranti, il Prada rappresentava una visione moderna e audace di ciò che sarebbe arrivato negli anni successivi.

Nonostante l’intuizione fosse corretta, il telefono di LG presentava diversi compromessi che finirono per limitarne la diffusione. La costruzione, ad esempio, era basata prevalentemente sulla plastica, una scelta che trasmetteva una sensazione meno premium rispetto all’alluminio e al vetro utilizzati da Apple. Anche la scheda tecnica mostrava alcune lacune difficili da ignorare già per l’epoca.

La memoria interna era di appena 8 MB, una differenza enorme rispetto ai 4 GB dell’iPhone. A ciò si aggiungevano una batteria da 800 mAh e, soprattutto, l’assenza del Wi-Fi, un punto debole significativo in un momento in cui la connessione wireless stava diventando sempre più importante.

La storia dell’LG Prada dimostra come la rivoluzione touchscreen non sia nata improvvisamente con Apple, che invece ha vinto sul marketing e sulla superiorità tecnologia. Se oggi il touchscreen viene associato quasi esclusivamente all’iPhone è perché Apple è riuscita a trasformare una tecnologia promettente in un fenomeno di massa, definendo un nuovo standard per l’intera industria.

Già nei primi anni Duemila diverse aziende stavano sviluppando tecnologie e prototipi basati sull’interazione tramite il tocco. Samsung e Nokia, ad esempio, avevano progetti simili in fase avanzata ma decisero di non portarli immediatamente sul mercato. Ancora prima, nel 1998, l’azienda Fingerworks aveva sviluppato una serie di dispositivi multitouch capaci di riconoscere gesti e movimenti delle dita. Una tecnologia così promettente da attirare l’attenzione di Apple, che acquisì la società nel 2005 integrandone il know-how nei propri prodotti.

Questo non toglie nulla al merito dell’LG Prada, che può rivendicare un ruolo fondamentale nell’evoluzione della telefonia mobile. Pur non avendo conquistato il mercato, fu tra i primi dispositivi a intuire la direzione che avrebbe preso il settore, anticipando molte delle caratteristiche che oggi consideriamo imprescindibili. Un telefono rimasto nell’ombra, ma che merita un posto nella storia come uno dei più importanti pionieri dell’era touchscreen.

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