Milano si conferma capitale culturale con un calendario autunnale di mostre d’eccezione. Dai maestri del Novecento come Man Ray e Dorothea Lange alle voci contemporanee di Banksy ed Emanuele Giannelli, passando per le celebrazioni dedicate a Leonora Carrington, Andrea Appiani e ai vent’anni di Armani Privé, la città offre un percorso ricco e variegato tra arte, fotografia, moda e scultura. Un viaggio che intreccia passato e presente, tradizione e sperimentazione, e che invita il pubblico a scoprire linguaggi diversi ma accomunati da una stessa tensione verso la bellezza, la ricerca e l’innovazione.
Dorothea Lange
Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, in collaborazione con Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, dedica una grande retrospettiva a Dorothea Lange, la fotografa che ha raccontato povertà e ingiustizie, in occasione dei 130 anni dalla nascita. La mostra, curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, raccoglie 140 fotografie che ripercorrono la carriera della fotografa americana, tra le voci più potenti della documentazione sociale del Novecento. Il percorso espositivo parte dagli anni della Grande Depressione e dalle immagini realizzate con l’economista Paul S. Taylor per denunciare le drammatiche condizioni dei lavoratori agricoli, colpiti dal fenomeno delle Dust Bowl. In questo contesto nasce la celebre Migrant Mother, icona universale della sofferenza e della resilienza. Un altro nucleo fondamentale è dedicato agli scatti sugli internamenti dei cittadini nippo-americani durante la Seconda Guerra Mondiale.

Emanuele Giannelli
La Fabbrica Del Vapore sarà, fino al 5 ottobre, la sede ospitante de Il caos e l’uomo contemporanea tensione, l’esposizione dedicata a Emanuele Giannelli, scultore italiano di fama internazionale noto per le sue monumentali figure maschili che uniscono umanità e tecnologia. Il percorso espositivo si sviluppa tra il piazzale esterno, dove trovano posto circa 50 opere e gruppi scultorei, e la Sala Bianca, che accoglie sculture di dimensioni ridotte e contenuti multimediali inediti. Corpi possenti in tensione che guardano oltre, verso nuovi orizzonti e possibilità, sono i protagonisti dell’intera mostra. Un allestimento studiato dagli architetti Paolo Nava e Luca Arosio con un’illuminazione scenografica firmata da PUK Italia Group e Rwave Light Studio accompagna il visitatore in un percorso immersivo, arricchito da un testo inedito dello scrittore Fabio Genovesi, che offre un’interpretazione narrativa delle opere.

Giorgio Armani
Fino al 28 dicembre, l’Armani/Silos celebra i vent’anni di Armani Privé, la linea di alta moda di Giorgio Armani. La mostra, curata personalmente dallo stilista, ripercorre due decenni di creatività attraverso 150 abiti iconici, esposti lungo tutto lo spazio del Silos. Un viaggio che racconta l’evoluzione di un linguaggio stilistico capace di unire innovazione e fedeltà ai valori fondanti della maison. Protagonisti sono capi unici, realizzati con tessuti preziosi e ricami artigianali, simbolo dell’eccellenza del Made in Italy ammirata in tutto il mondo. Il percorso espositivo ha come filo conduttore la luce, elemento che accompagna e valorizza gli abiti, sottolineando il dialogo costante tra tradizione e modernità che ha reso Armani un punto di riferimento assoluto nell’alta moda.

Gemma De Angelis Testa
Fino al prossimo 12 ottobre, la Villa e Collezione Panza di Varese ospita Un altro sguardo. Opere dalla Collezione Gemma De Angelis Testa, mostra curata da Gabriella Belli, Gemma De Angelis Testa e Marta Spanevello e organizzata dal FAI. L’esposizione inaugura un ciclo dedicato al collezionismo come pratica culturale e strumento di lettura del presente. In dialogo con la collezione storica di Giuseppe Panza, vengono presentate 39 opere provenienti dalla raccolta privata di De Angelis Testa – in parte mai viste prima – affiancate da prestiti della Fondazione Musei Civici di Venezia e del Museo del Novecento di Milano. Il percorso, articolato in undici sezioni, mette in luce i diversi interessi della collezionista: dalla pittura gestuale all’arte concettuale, dai temi di genere e identità alle riflessioni su memoria, politica e religione. Tra gli artisti esposti figurano Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Mario Merz, Cecily Brown, Francesco Vezzoli, Vanessa Beecroft, Marina Abramović, Bill Viola, Ai Weiwei e William Kentridge, insieme a voci più giovani e sperimentali. Ne emerge un racconto che interpreta l’arte come indagine sul presente e sulle sue trasformazioni, in costante confronto con la visione più introspettiva di Panza. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue con saggi critici e contributi della stessa collezionista.

Banksy
La mostra The World of Banksy porta a Milano un’ampia selezione di lavori del celebre e misterioso street artist britannico. Allestita nel nuovo spazio Varesina 2024, nato da un progetto di riqualificazione nel quartiere Certosa, l’esposizione presenta oltre cento opere tra fotografie, stampe, installazioni e graffiti, realizzate appositamente per ricreare l’universo creativo di Banksy e renderlo accessibile a un pubblico vasto. In mostra compaiono alcune delle sue immagini più iconiche, come Steve Jobs, Flower Thrower, Ozone Angel e Napoleon, lavori che affrontano con ironia e provocazione temi cruciali della società contemporanea: guerra, consumismo, potere e contraddizioni del nostro tempo. Grazie agli spazi ampi e all’allestimento immersivo, The World of Banksy offre ai visitatori l’opportunità di entrare in contatto diretto con l’anima dissacrante e politicamente impegnata di uno degli artisti più influenti della street art internazionale.

Leonora Carrington
Dal 20 settembre all’11 gennaio, al Palazzo Reale di Milano arriva una grande mostra dedicata a Leonora Carrington, tra le figure più affascinanti e anticonvenzionali del Surrealismo. L’iniziativa, promossa dal Comune, rientra nel programma volto a valorizzare il contributo delle donne artiste al movimento. Nata in Inghilterra nel 1917 in una famiglia borghese, Carrington sfidò fin da giovane le convenzioni sociali per seguire la propria vocazione artistica, formandosi tra Firenze e Londra, dove entrò in contatto con il Surrealismo e con Max Ernst. Dopo anni complessi, segnati anche dalla malattia, si stabilì in Messico, dove portò avanti la sua ricerca pittorica e letteraria. La mostra milanese ripercorre il suo universo creativo con dipinti, scritti e opere grafiche, restituendo il ritratto di un’artista poliedrica: ribelle e visionaria, ma anche femminista, migrante ed ecologista, con un legame profondo con l’Italia fin dai suoi anni di formazione.

Andrea Appiani
A Palazzo Reale di Milano, dal 23 settembre all’11 gennaio, andrà in mostra Appiani. Lo splendore di Milano dall’età di Parini a Napoleone, che ripercorre la carriera di Andrea Appiani, protagonista del Neoclassicismo italiano. Dopo la formazione all’Accademia Ambrosiana e i primi lavori per teatri, chiese e dimore private, Appiani si affermò con gli affreschi di Santa Maria presso San Celso. Il vero successo arrivò però con l’epoca napoleonica: stimato dallo stesso Bonaparte, fu nominato “primo pittore” e incaricato di selezionare opere per Brera. A lui si devono celebri cicli celebrativi, come i Fasti napoleonici (poi distrutti) e l’Apoteosi di Napoleone. Colpito da un ictus in età ancora matura, lasciò incompiuta una carriera brillante che lo aveva reso tra i più amati ritrattisti e frescanti del suo tempo. La mostra, organizzata in collaborazione con lo Château de Malmaison, presenta dipinti, disegni e incisioni che raccontano il talento versatile dell’artista e le sue relazioni con figure di spicco della cultura e della politica, da Parini a Canova, da Sommariva al viceré Eugenio di Beauharnais.

Man Ray
A Palazzo Reale di Milano una grande mostra racconta l’universo creativo di Man Ray, maestro del Novecento e figura chiave delle avanguardie. Con il suo approccio ironico e anticonvenzionale, l’artista ha saputo trasformare fotografia, pittura, scultura, ready-made e cinema in strumenti per esplorare sogno e inconscio, ma anche per rileggere la realtà quotidiana. Il percorso espositivo, in corso dal 24 settembre all’11 gennaio, mette in luce la sua capacità di fondere reale e irreale, corpo e oggetto, creando opere aperte a molteplici interpretazioni, dense di simboli e suggestioni. La mostra restituisce così il ritratto di un visionario che, attraverso gioco e sperimentazione, ha ridefinito i confini dell’arte, lasciando un’eredità ancora attuale e sorprendente.





