M77 Gallery inaugura “Paso Doble”, la mostra di Maria Lai e Antonio Marras

Un intreccio di gesti, materiali e visioni dà forma al nuovo progetto espositivo di M77 Gallery. Inaugurata nella serata di ieri alla presenza di Marras in persona, con un evento esclusivo dedicato a stampa, critici e appassionati d’arte, l’esposizione Maria Lai | Antonio Marras: Paso Doble è curata dalla critica e saggista Francesca Alfano Miglietti e visitabile da oggi fino al 16 maggio. Un percorso di oltre duecento opere disposte su due piani che mettono in relazione, per la prima volta, due universi creativi affini e divergenti, capaci di sfiorarsi senza mai sovrapporsi. Il primo livello della galleria è dedicato a sculture, tele decorate e volti dipinti realizzati da Marras; mentre il secondo intreccia i due artisti, tra abiti ricamati e libri scritti col filo.

 

Marras ha sempre dichiarato una grande ammirazione per Maria Lai, considerandola una figura capace di trasformare il gesto artistico in un atto poetico e necessario. Lai, dal canto suo, vedeva nello stilista un artista totale, capace di muoversi tra moda, teatro, pittura e installazione con una libertà che lei stessa sentiva affine. Nonostante appartengano a generazioni diverse, entrambi condividono molto, tra cui un legame profondo con la Sardegna, l’idea dell’arte come narrazione intima e la convinzione che l’opera sia un modo per creare un altrove, un luogo sospeso dal reale. Se per Lai il filo, elemento chiave, è un mezzo per scrivere nello spazio, per cucire storie e relazioni, per Marras è materia narrativa, elemento scenico, traccia emotiva.

Il titolo richiama la danza spagnola di coppia, fatta di avvicinamenti e distanze, di tensioni e armonie. Allo stesso modo, nelle sale della galleria le opere di Lai e Marras si muovono come partner che si osservano, si rispondono, si contraddicono, mantenendo ciascuno la propria autonomia poetica.

 

Maria Lai costruisce il suo mondo attraverso fili, tessuti, libri cuciti, segni minimi e concetti che diventano materia. Antonio Marras, invece, attraversa tecniche e registri diversi con un’attitudine più scenica, immaginifica, quasi teatrale. Eppure, al di là delle differenze, entrambi condividono un’idea di arte come distacco dal reale, come sospensione del quotidiano per aprire varchi verso un altrove possibile. Lai lo sintetizzava così: “L’uomo è sempre in attesa di un altrove, e intanto se lo inventa con l’arte.” Marras, in una riflessione parallela, racconta: “Quando lavoro entro in una bolla, in una sorta di altrove.”

Questa tensione comune diventa il filo invisibile che attraversa la mostra, trasformando ogni opera in un frammento di un discorso più ampio sulla solitudine creativa, sulla necessità di rompere l’ordine conosciuto per generare nuove forme di visione. In esposizione compaiono disegni, libri d’artista, dipinti, collage, installazioni e sculture: lavori di Maria Lai che coprono un arco temporale dal 1954 al 2011 e opere di Marras realizzate tra il 2000 e il 2025. Accanto ai lavori individuali, il pubblico potrà vedere anche alcune creazioni nate dalla collaborazione diretta tra i due artisti, tra cui un grande lenzuolo ricamato a quattro mani, oltre a una serie di pezzi mai esposti prima.

Il risultato è un mosaico di forme e narrazioni che, pur provenendo da due identità distinte, si ricompongono in un dialogo fluido, fatto di echi, contrasti e risonanze. Una mostra che non cerca la fusione, ma la coesistenza: due voci che danzano insieme senza perdere la propria singolarità. Dopo la scomparsa di Maria Lai, avvenuta a 93 anni il 16 aprile 2013 nella sua casa di Cardedu, in Ogliastra, la terra dove era nata e alla quale è rimasta profondamente legata per tutta la vita, Marras ha più volte ricordato quanto la sua poetica abbia influenzato il suo modo di guardare all’arte. E questa mostra è la testimonianza più evidente di un rapporto che continua a generare significati, anche a distanza.

 

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.