CNMI Sustainable Fashion Awards 2025 celebra Armani e l’eccellenza sostenibile nella moda

La Camera Nazionale della Moda Italiana, in collaborazione con la UN Alliance for Sustainable Fashion e con il sostegno del Comune di Milano, ha promosso la cerimonia di consegna dei CNMI Sustainable Fashion Awards 2025 lo scorso 27 settembre al Teatro alla Scala, in occasione della Milano Fashion Week. Un evento che rende omaggio a personalità e realtà capaci di distinguersi per visione, innovazione, valorizzazione dell’artigianato, tutela delle differenze, promozione dell’economia circolare, difesa dei diritti umani, giustizia ambientale e salvaguardia della biodiversità. La madrina d’eccezione è stata l’attrice csliforniana Shailene Woodley.

Tra i riconoscimenti assegnati, il SFA Human Capital and Social Impact Award è stato conferito a Madhu Vaishnav, founder of Saheli Women, e al suo team, da Toni Garrn. Per il SFA Groundbreaker Award, Kelly Rutherford ha premiato Alexandra Lupas, Stefano Rosso, Eric de Rocquigny, Nelly Mensah. Per l’impegno sul fronte climatico, il SFA Climate Action Award è stato consegnato da Paola Deda a Giovanni Schneider, Presidente di G. Schneider and Shareholder, e Laura Ros, Group CEO.

La valorizzazione del sapere artigiano e della formazione è stata al centro dell’SFA Education of Excellence Award, che ha visto il brand Kiton premiato da Trudy Styler attraverso i suoi esponenti: Antonio de Matteis, CEO e Men’s Creative Director Kiton, Maria Giovanna Paone, Presidente e Women’s Creative Director Kiton, e i membri della Scuola di Sartoria di Kiton. Il SFA Circular Economy Award ha riconosciuto il lavoro innovativo di Maria Silvia Pazzi, fondatrice di Regenesi, premiata da Greta Ferro.

Un tributo alla tutela della natura è stato reso con il SFA Biodiversity and Water Award, conferito al Gruppo Ermenegildo Zegna: a ritirarlo sono stati Anna Zegna e Alessandro Sartori, premiati da Shailene Woodley. Sul versante della maestria artigiana, il SFA Craft and Artisanship Award è andato al Tod’s Group e al suo direttore creativo Matteo Tamburini, premiato da Iman. L’attenzione all’inclusione è stata riconosciuta con il SFA Diversity and Inclusion Award, attribuito a Willy Chavarria, founder e creative director del brand omonimo, premiato da Jesse Williams. Nuovi talenti sono stati invece al centro del Bicester Collection Award for Emerging Designers, che ha incoronato The Sake Project di Ana Tafur, premiata da Michelle Monaghan e Laurent Vinay.

L’edizione 2025 ha introdotto un riconoscimento speciale, il Legacy Award, istituito per ricordare Giorgio Armani, scomparso da meno di un mese. A consegnarlo, nel corso di una serata carica di emozione, è stata Anna Wintour, Chief Content Officer di Condé Nast e Global Editorial Director di Vogue, che ha reso omaggio alla famiglia dello stilista con un discorso intenso e personale. “È stato un leader creativo, sì, ma anche un leone gentile e generoso. Credeva nel potere duraturo del suo lavoro, come ci crediamo tutti noi”, ha dichiarato, ricordando i primi anni delle sfilate di Armani a Milano e la sua scelta di vivere nello stesso edificio del proprio atelier, segno della sua dedizione e semplicità. Ha poi sottolineato come Armani abbia rivoluzionato il concetto di eleganza maschile: “Giorgio è diventato uno dei ‘capi di stato’ della moda, ma fu un visionario nel suo tempo. Prima di lui, esisteva solo il completo da uomo, rigido e ingessato. Lui ha liberato l’abito formale e, nel farlo, ha liberato la moda. Basta guardare le passerelle di questa settimana: la sua eredità è ovunque”.

Nel suo intervento, Wintour ha condiviso anche aneddoti personali, dal celebre completo Armani indossato da Cindy Crawford in uno scatto iconico con i suoi terrier, fino al ricordo di Oprah in un abito rosso “che rifletteva lo sguardo speciale di Giorgio sulla bellezza”. Non ha mancato di sottolinearne il carattere forte e diretto: “era una forza rassicurante, anche se – o forse proprio perché – era anche un leone, un fiero difensore della sua famiglia e del suo lavoro. Se pensava che non si stesse dando ad Armani l’attenzione che meritava in un certo anno – e non di rado lo pensava di me – non aveva paura di farmelo sapere”. Wintour ha concluso ricordando la sua coerenza e la sua passione instancabile: “Ho sempre rispettato e ammirato quella sua insistenza, che dimostrava la sincerità della sua passione e quanto, davvero, ci tenesse. Era fedele alle sue passioni come lo era ai suoi principi. E fino alla fine, quando seguiva da lontano la sua ultima sfilata, continuava a preoccuparsi intensamente del suo lavoro e della famiglia che aveva creato”.

Realizzare un magazine come POSH ha qualcosa di meraviglioso. Intanto si ha bisogno di tempo: non tutto deve scorrere veloce, anzi. Inoltre servono l’intensità e una particolare passione per condividere con gli straordinari personaggi che incontriamo momenti unici.