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W Florence secondo indirizzo del luxury brand di Marriott in Italia inaugurato a luglio scorso nella città d’arte con le sue 116 camere (di cui 17 suite) – svela in grande stile uno degli outlet interni a cura di un nome atteso della cucina internazionale del momento.

È quello di Akira Back che, infatti, caratterizzerà lo spazio culinario al debutto dal 29 novembre nell’hotel cinque stelle e che si affianca all’offerta culinaria di Tratto, ristorante d’ispirazione più tradizionale che raccoglie l’eredità curata della Trattoria contemporanea toscana.

 

La scelta di W Florence

Un opening nata da una collaborazione sinergica sì, ma anche da uno strano destino.

Dopo anni da ex-snowboarder professionista, lo chef Akira Back passa dal set di alcuni film di sport estremi al desiderio di avventura in cucina.

Così, la scelta da camice ormai affermato, stellato e giunto in Italia dopo 28 locali con il suo marchio nel mondo, cade su un edificio che aveva già visto molti anni prima, di passaggio con la famiglia in Italia.

Proprio quello in cui sorge oggi W Florence, in Piazza dell’Unita Italiana (con ingresso in via Melarancio).

“Ero passato proprio qui quando la mia passione per la cucina stava crescendo. Ho visto questo edificio quando era una banca (l’ex Banca Popolare di Novara che poi ha ospitato il Majestic Hotel, prima dell’arrivo di Marriott, n.d.r) ed è qui che avevo sognato di aprire un giorno e così è stato. Oggi è finalmente arrivato quel momento”.

Lo stile dello chef coreano

Sarà un percorso culinario d’eccellenza curato da un nome famoso per il suo approccio innovativo, creativo e che ha ridisegnato il fine dining nel mondo – ha dichiarato Doris Hecht, General Manager, W Florence – sono certa che porterà un match perfetto di cultura e gusto a Firenze”.

E con l’opening, le esperienze culinarie dello chef sono così ben definite.

La mia proposta è quella di sviluppare una cucina che sia unione – ha commentato lo chef coreano – anche frutto di nuove collaborazioni, nuovi incontri” accennando già a qualche idea “a quattro mani” per animare in esclusiva future serate in hotel… “Magari tra sei mesi – conclude – dopo aver sviluppato un’identità forte anche qui”.

I piatti signature

Fusione di contaminazioni, culture e sapori che viaggiano tra Occidente e Oriente (chef Back è nato a Seoul e cresciuto ad Aspen, Colorado) la sua cucina è così frutto di incontri, viaggi e esperienze vissute che divengono piatti.

Per citare alcuni esempi, sua è la AB Tuna Pizza, con una versione del tonno pinna blu con aioli, umami su base di tortilla croccante, completata con olio al tartufo bianco.

O il Brother From Another Mother Roll, ovvero Unagi Kabayaki, Anago Tempura, foie gras, ponzu aioli oltre a numerose selezioni e versioni raffinate di sushi e sashimi.

Piatti che sono in primis ricerche estetiche oltre che fusione di texture, audaci e sorprendenti per palati di grande esperienza.